L'ultimo saluto a don Mazzi, la camera ardente aperta a Casa Exodus tra fiori e ricordi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È stata aperta al pubblico sabato primo agosto, nella storica sede della Fondazione Exodus al Parco Lambro di Milano, la camera ardente di don Antonio Mazzi, il sacerdote educatore scomparso il 31 luglio all'età di 96 anni. Nella mensa della comunità, il luogo dove quotidianamente sedeva a tavola con i ragazzi che seguiva, il feretro è stato accolto da una folla silenziosa e partecipe, composta da volontari, collaboratori, ex ospiti e semplici cittadini, tutti riuniti per rendere omaggio a un uomo che ha dedicato la sua vita agli ultimi e alla loro rinascita.

La scelta di allestire la camera ardente nella mensa, e non in un luogo formale, è stato un atto voluto per rispecchiare la sua natura schietta e vicina alla gente, lontana da qualsivoglia cerimoniale.

Il feretro e i simboli di una vita spesa per gli altri

Il corpo di don Mazzi riposa avvolto in un sudario che reca le firme di tutti gli educatori della comunità, un gesto che sottolinea il legame indissolubile tra il fondatore e la sua opera. Accanto alla bara, a testimonianza del suo instancabile peregrinare al servizio dei più deboli, sono stati deposti alcuni oggetti che ne raccontano l'esistenza e la missione: un paio di sandali, simbolo dei suoi viaggi in Africa e in America Latina, un bastone da viandante con una lanterna per indicare la via, e la sua Bibbia personale, aperta sul passo della Pentecoste.

A fare da sfondo a questa toccante scena, un grande pannello che ritrae il sacerdote con un sorriso e lo sguardo rivolto al cielo, accompagnato da una delle sue frasi più celebri e care, che recita: "I sogni sono sempre giovani".

La presenza delle istituzioni e il messaggio dell'assessore

Tra i primi a giungere per il commiato, nel pomeriggio di sabato, c'erano il vicepresidente della Fondazione Exodus, Franco Taverna, e l'assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Milano, Marco Granelli, presente in rappresentanza dell'amministrazione cittadina. Proprio Granelli ha voluto sottolineare il profondo legame tra don Mazzi e il capoluogo lombardo, definendolo un uomo che "ha fatto grande Milano" e che ha saputo rispondere con energia alle sfide dei giovani e del territorio, lasciando un messaggio potente per l'oggi e per il domani.

Il sindaco Giuseppe Sala, che ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali, parteciperà invece direttamente alle esequie, in segno di rispetto e vicinanza a una figura che ha rappresentato una delle anime più autentiche e attente al prossimo della città.

L'eredità e il futuro di Exodus: una scommessa nel segno della collegialità

Mentre la comunità si stringe nel dolore, il pensiero corre già al futuro dell'opera che don Antonio ha lasciato in eredità. Franco Taverna ha parlato apertamente del "dopo don Mazzi", definendolo una scommessa che, d'altronde, era già tale all'inizio dell'avventura di Exodus. Per garantire la continuità del progetto, lo scorso novembre lo statuto della Fondazione è stato modificato per includere tutte le diverse anime e realtà che sono nate nel corso degli anni, dalle associazioni alle cooperative, con l'obiettivo di creare un organismo unitario e policentrico.

L'idea che guida questo passaggio è quella di una realtà multipla che operi con lo stesso spirito e la stessa passione, aggiornando il modello educativo itinerante, pensato come un cammino verso una terra promessa, alle esigenze e ai temi del presente.

I funerali e l'ultimo addio a Milano

La camera ardente, allestita nella Cascina Molino Torrette, rimarrà aperta per tutto il weekend, offrendo la possibilità di un ultimo saluto a tutti coloro che desiderano tributare il loro rispetto a don Mazzi. I funerali solenni si terranno lunedì 3 agosto alle ore 15.00 presso la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, una cerimonia che, come annunciato dalla Fondazione, non sarà un rito formale, ma una "liturgia viva" animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo.

Dopo la cerimonia, la tumulazione avverrà in forma strettamente privata presso l'Abbazia di Maguzzano, in provincia di Brescia, nel cimitero dell'Opera don Giovanni Calabria, un luogo che custodisce un profondo significato nella storia spirituale del sacerdote.

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