Milano dice addio a don Mazzi tra applausi e girasoli, l'ultimo saluto al fondatore di Exodus

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un lungo applauso, dapprima timido e poi sempre più libero, ha accompagnato l'ingresso della bara nella basilica di Sant'Ambrogio. Sulla cassa di legno, semplice e lineare, un girasole poggiato quasi con riverenza: un simbolo che racchiude l'essenza di una vita interamente spesa per tentare di portare luce dove sembrava esserci solo buio.

Milano ha così voluto tributare il suo ultimo, caloroso saluto a don Antonio Mazzi, il fondatore della comunità Exodus scomparso venerdì all'età di 96 anni, in una cerimonia che, come annunciato dalla Fondazione, è stata volutamente "viva" e lontana da qualsiasi formalismo, animata dai canti e dalle testimonianze dei ragazzi e degli educatori che hanno condiviso con lui il cammino della rinascita.

Una liturgia partecipata e il cordoglio delle istituzioni

Le esequie, celebrate nel pomeriggio di lunedì 3 agosto, hanno visto la basilica gremita di amici, collaboratori, ex ospiti della comunità e semplici cittadini che non hanno voluto mancare all'appuntamento. Il Comune di Milano aveva proclamato il lutto cittadino per la giornata, a testimonianza del profondo legame tra il sacerdote e il capoluogo lombardo, che aveva scelto come sua terra d'adozione.

Tra le autorità presenti in prima fila, il sindaco Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia, il fondatore di Libera don Luigi Ciotti e il presidente di Rcs MediaGroup Urbano Cairo, il quale ha ricordato la schiettezza e la dedizione di un uomo che "era legato agli ultimi, a chi aveva dei problemi". A rappresentare la Diocesi ambrosiana, impossibilitato per una visita in Brasile, c'era il vicario generale monsignor Franco Agnesi, che ha fatto le veci dell'arcivescovo Mario Delpini.

Le parole di don Ciotti e la testimonianza educativa

Proprio don Luigi Ciotti, giunto per l'occasione, ha voluto sottolineare la portata del magistero educativo lasciato da don Mazzi, definendola una testimonianza che sapeva unire il Vangelo alla responsabilità civile. Le tre

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