Le borse europee chiudono in rialzo, sostenute da Nvidia e dal lavoro Usa
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Redazione Economia
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Le borse europee hanno chiuso la seduta del 20 novembre in territorio positivo, sebbene abbiano progressivamente smarrito, sul finale, parte dello slancio iniziale che le aveva spinte verso i massimi giornalieri, un dinamismo favorito dall'apertura ottimista di Wall Street. Gli investitori, i quali hanno dovuto elaborare una mole consistente di indicazioni provenienti dagli Stati Uniti, hanno trovato motivo di conforto nei solidi risultati trimestrali del colosso dell'intelligenza artificiale Nvidia, i quali hanno temporaneamente placato le apprensioni circa una possibile sovrastima del settore tecnologico. A tale fattore, che di per sé ha rianimato gli acquisti, si è aggiunto un dato sul mercato del lavoro americano che, per il mese di settembre, ha mostrato una creazione di posti di lavoro superiore alle previsioni degli analisti, nonostante un contemporaneo, seppur lieve, innalzamento del tasso di disoccupazione.
Il quadro dei principali listini
Piazza Affari, in questo contesto, ha registrato un incremento dello 0,62%, avvicinandosi per un soffio alla soglia psicologica dei 43.000 punti, un traguardo che non viene toccato da diverse sessioni. Tra i titoli che hanno maggiormente contribuito alla performance positiva si distingue Hera, che ha chiuso con un guadagno del 3,1%, mentre sul fronte delle società mediatiche si è assistito a un balzo degli utili, nei primi nove mesi dell'anno, superiore al 150%. Altrove in Europa, Parigi ha beneficiato del volo di Bnp Paribas, la quale è schizzata oltre il 4% dopo l'annuncio di un programma di riacquisto di azioni proprie del valore di 1,15 miliardi e il simultaneo innalzamento dell'obiettivo patrimoniale. Non mancano, poi, voci di possibili consolidamenti nel settore bancario, con il chief financial officer di un'altra grande banca francese che ha dichiarato come, per un'eventuale operazione con un istituto italiano, si renderebbe necessaria un'attenta valutazione delle sinergie potenziali.
I fattori trainanti e lo scenario geopolitico
La capacità dei mercati di archiviare, almeno per il momento, il timore di una correzione tecnologica è stata il vero motore della giornata, con gli operatori che hanno potuto contare su fondamentali aziendali robusti. Tuttavia, la frenata negli ultimi scambi, imputabile in parte a un analogo rallentamento di Wall Street, riflette la persistente incertezza sulla futura traiettoria dei tassi di interesse della Federal Reserve, un interrogativo alimentato proprio dai dati sul lavoro, i quali offrono segnali contrastanti tra una robusta creazione di occupazione e un tasso di disoccupazione in risalita. A questo quadro finanziario, peraltro, si intreccia un delicato scenario geopolitico, del quale Bloomberg ha dato notizia, riferendo che il presidente ucraino Zelenskiy starebbe subendo pressioni da funzionari statunitensi affinché consideri un accordo di pace che comporterebbe, tra l'altro, concessioni territoriali nella regione del Donbass e una rimozione graduale delle sanzioni internazionali.
Le performance settoriali e le altre piazze
Oltre all'euforia per i conti di Nvidia, che hanno trainato l'intero comparto tech, altre dinamiche hanno caratterizzato la seduta. A Milano, per esempio, un gruppo industriale ha beneficiato di un rialzo in Borsa in seguito a un'operazione di riassetto del suo portafoglio di partecipazioni in strutture sanitarie. Mentre Francoforte e Londra seguivano il trend positivo generale, seppur con intensità differenti, l'attenzione di alcuni si è spostata anche sulle criptovalute, con Bitcoin che ha perso quota scendendo al di sotto della soglia dei 90.000 dollari, un movimento che ha ricordato la volatilità intrinseca di queste asset class. Complessivamente, la giornata ha quindi offerto un respiro di ottimismo, seppur cauto, fondato su dati concreti e su prospettive aziendali solide, che hanno temporaneamente sopito le ansie più acute.




