Ben-Gvir mostra il cantiere della forca per i palestinesi: “Si potrà assistere alle esecuzioni come negli Usa”
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Redazione Esteri
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Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha diffuso nelle scorse ore un video destinato a far discutere la comunità internazionale: nelle immagini, riprese all'interno di un carcere di massima sicurezza nel centro del Paese, il leader dell'ultradestra mostra orgogliosamente il cantiere del patibolo dove, stando alle sue parole, verranno impiccati i palestinesi condannati a morte per reati di terrorismo.
La struttura e le modalità di esecuzione
«Ecco la struttura, è qui che verranno giustiziati i terroristi», afferma Ben-Gvir nel video, indicando le fondamenta del progetto in costruzione. Il ministro spiega che il braccio della morte, già esistente in un'ala del carcere, sarà dotato di una forca per l'impiccagione e di spazi appositi – delle vere e proprie cabine – dai quali le vittime sopravvissute agli attentati e i familiari delle vittime potranno assistere alle esecuzioni capitali.
«Come si fa negli Stati Uniti», aggiunge il ministro, sottolineando la volontà di rendere pubblico il momento della giustizia sommaria.
La legge sulla pena di morte
La struttura che sta prendendo forma rappresenta il passo successivo all'approvazione, avvenuta lo scorso 30 marzo, di una legge fortemente voluta dal partito di Ben-Gvir, Otzma Yehudit. La norma, entrata in vigore a maggio, prevede la pena di morte per i palestinesi della Cisgiordania processati dai tribunali militari per attentati che abbiano provocato vittime.
Il testo stabilisce l'impiccagione come metodo di esecuzione, sebbene lasci ai giudici la facoltà di commutare la condanna in ergastolo in presenza di particolari circostanze; la legge, inoltre, esclude esplicitamente cittadini e residenti israeliani, suscitando aspre critiche da parte delle opposizioni e delle organizzazioni per i diritti umani.
Va ricordato che la pena capitale esiste da decenni nell'ordinamento israeliano, ma che l'unica esecuzione finora effettivamente eseguita risale al 1962, quando fu impiccato Adolf Eichmann, uno dei principali organizzatori della Shoah.
Le reazioni e il contesto politico
Nel video, che sta rapidamente circolando sui social media, Ben-Gvir rivendica il merito di aver mantenuto una promessa politica fatta ai suoi elettori, nonostante le critiche e i tentativi di derisione da parte di alcuni oppositori. «Stiamo mantenendo la promessa fatta, c'era chi la sottovalutava, c'era chi la prendeva in giro: questo posto ora sta iniziando a prendere forma», dichiara il ministro, in un chiaro messaggio di propaganda a pochi mesi dalle elezioni autunnali.
Le dichiarazioni di Ben-Gvir giungono in un momento di forte tensione, appena un giorno dopo che il portavoce del segretario generale dell'Onu, Stéphane Dujarric, aveva definito "scioccanti, oltraggiose, disumanizzanti e pericolose" le sue precedenti dichiarazioni riguardanti la strage di palestinesi a Gaza. Sul fronte interno, il parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra, Angelo Bonelli, ha condannato duramente l'iniziativa, definendola una propaganda della morte che trasforma la condanna capitale in uno spettacolo pubblico e la vendetta in uno strumento di politica governativa.
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