La sorpresa Burnham: John Healey cancelliere dello Scacchiere, l'ex ministro della Difesa al Tesoro

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Andy Burnham è diventato ufficialmente primo ministro del Regno Unito da poche ore, dopo l'incontro con re Carlo III a Buckingham Palace che ha suggellato la transizione e la formazione del nuovo governo.

L'incarico, arrivato a seguito delle dimissioni formali dell'ex premier Keir Starmer, rappresenta per molti osservatori un cambio di passo inatteso per un partito che sembrava aver perso il polso della situazione, ma la prima mossa del neo-premier ha già sorpreso tutti: la scelta per il ruolo di cancelliere dello Scacchiere, il ministro delle Finanze di Sua Maestà, è caduta su John Healey. E si tratta di un nome che, fino a poche ore prima, sembrava destinato ad altri lidi, vista la recente e burrascosa uscita dal governo precedente.

Un veterano inatteso per la poltrona più delicata

Nessuno, tra gli addetti ai lavori, aveva previsto questa designazione, considerando che il ruolo di cancelliere dello Scacchiere è forse il più delicato dell'intero Esecutivo, specie in un momento in cui l'economia britannica cerca di uscire da un lungo tunnel di stagnazione e inflazione. John Healey, classe 1960, non è certo un volto nuovo per il partito laburista e per il paese; è un veterano rispettato, che nel governo guidato da Keir Starmer ricopriva il ruolo di ministro della Difesa.

Le sue dimissioni, arrivate l'11 giugno, avevano fatto molto rumore a Westminster: Healey aveva lasciato il suo incarico per protesta contro i fondi destinati alla Difesa, giudicati insufficienti a garantire la sicurezza nazionale in un contesto internazionale sempre più complesso, una scelta che aveva messo in luce le crepe all'interno dell'amministrazione Starmer.

La sua nomina a cancelliere dello Scacchiere, l'equivalente del ministro del Tesoro, è stata accolta con sorpresa, perché molti lo davano per papabile a una conferma alla Difesa o a un altro dicastero, non certo a quello che gestisce le finanze pubbliche.

La scelta di Burnham e le prime mosse del governo

La decisione di Burnham appare dettata dalla volontà di mettere una persona di provata esperienza al timone dell'economia, affidandosi a un uomo che ha già maturato una solida conoscenza delle dinamiche del Tesoro negli anni del governo Blair, dimostrando inoltre di essere un pragmatico capace di collaborare con tutte le anime del partito. La scelta, quindi, è caduta su un profilo di alto profilo e di forti principi, ma anche di grande concretezza, unendo l'esperienza in materia di sicurezza a quella, altrettanto cruciale, della gestione del bilancio pubblico.

La nomina ha subito generato un effetto domino e ha contribuito a delineare i contorni del nuovo esecutivo; tra le altre nomine di peso spicca quella di Ed Miliband, ex ministro dell'Ambiente ed ex leader del partito, che è stato promosso a ministro degli Esteri. Miliband, da anni considerato un fedelissimo alleato di Burnham, era dato in corsa per la cancelleria, ma il nuovo premier ha poi optato per Healey, riservando a Miliband il prestigioso ruolo sulla scena internazionale.

L'eredità di una transizione rapida e l'ombra di Churchill

Le modalità con cui si è svolta la transizione, del resto, hanno richiamato alla mente un celebre episodio storico citato dalla stampa britannica, con tanto di citazione di Winston Churchill: quando, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il grande leader conservatore perse le elezioni a sorpresa e fu sostituito dal laburista Clement Attlee, commentò con amarezza che una limousine vuota si era fermata davanti al numero 10 di Downing Street.

Oggi, sebbene il nuovo premier laburista non sia certo uno sconosciuto, molti hanno notato come il suo programma sia stato diffuso solo attraverso l'enunciazione di una serie di obiettivi generali, mentre la vera "limousine vuota" sembra essere stata la rapidità con cui Starmer ha lasciato il campo dopo aver formalizzato le dimissioni.

Resta il fatto che il governo Burnham, con la sorprendente nomina di John Healey al Tesoro, ha già dato un segnale forte sulla volontà di imprimere una svolta alla gestione economica del paese, affidandosi a un uomo che non ha mai avuto paura di prendere posizione, nemmeno quando questo significava sfidare il proprio stesso governo.

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