Trump deporta in El Salvador detenuti venezuelani invocando legge del 1700
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Redazione Esteri
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Donald Trump ha fatto ricorso a una legge risalente al 1700, l’Alien Enemies Act, per autorizzare la deportazione di 238 detenuti venezuelani accusati di far parte della gang criminale Tren de Aragua. Il video del trasferimento forzoso, pubblicato dallo stesso Trump sulla piattaforma Truth, mostra gli uomini ammanettati, con le caviglie incatenate e i capelli rasati, mentre vengono fatti salire su un aereo diretto in El Salvador. Le immagini, riprese dal governo salvadoregno, hanno suscitato reazioni contrastanti, anche se il presidente statunitense ha definito i deportati “mostri”, sottolineando la necessità di misure drastiche contro la criminalità organizzata.
L’Alien Enemies Act, firmata nel 1798 dal presidente John Adams, consente al governo degli Stati Uniti di detenere o espellere cittadini di paesi con cui la nazione è in conflitto. Sebbene il Venezuela non sia formalmente in guerra con gli Stati Uniti, Trump ha interpretato la legge in modo estensivo, applicandola ai membri della gang venezuelana, considerata una delle più pericolose dell’America Latina. Il Tren de Aragua, nato in una prigione venezuelana, è noto per attività come traffico di droga, estorsione e omicidi, e la sua espansione ha raggiunto diversi paesi, compresi gli Stati Uniti.
Nel video, diffuso con intenti propagandistici, si vedono i detenuti scortati da agenti in tenuta antisommossa, costretti a salire su autobus dopo l’atterraggio in El Salvador. Il governo salvadoregno, guidato da Nayib Bukele, noto per la sua linea dura contro le gang, ha collaborato all’operazione, accogliendo i deportati nonostante le critiche di alcune organizzazioni per i diritti umani. Bukele, che ha ridotto drasticamente il tasso di criminalità nel paese attraverso politiche repressive, sembra aver trovato in Trump un alleato nella lotta alla criminalità transnazionale.
Parallelamente, Trump ha ribadito la sua intenzione di mantenere i dazi sull’acciaio e l’alluminio importati, affermando di non voler “allentare” le misure protezionistiche adottate durante il suo mandato. La decisione, che ha suscitato polemiche sia a livello nazionale che internazionale, rientra nella sua strategia di difesa dell’industria statunitense, nonostante le pressioni di alcuni alleati commerciali.
L’uso dell’Alien Enemies Act e la pubblicazione del video rappresentano un ulteriore capitolo nella politica di Trump, caratterizzata da un approccio diretto e spesso controverso. Mentre alcuni sostengono che queste misure siano necessarie per garantire la sicurezza nazionale, altri le criticano come eccessive e lesive dei diritti fondamentali. La deportazione di massa, insieme alla retorica dura contro le gang, sembra destinata a consolidare il consenso tra i suoi sostenitori, anche se solleva interrogativi sulle implicazioni legali e umanitarie di tali azioni.




