Trump deporta italiani a Guantanamo, migliaia di stranieri nel mirino

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’amministrazione di Donald Trump sta organizzando il trasferimento di migliaia di stranieri irregolari nella base militare di Guantanamo, a Cuba. Secondo il Washington Post, le operazioni – che potrebbero coinvolgere anche cittadini italiani – inizieranno già questa settimana. Il quotidiano americano precisa che tra i soggetti sotto esame figurano persone provenienti da "nazioni europee alleate", senza tuttavia specificare i criteri con cui siano stati selezionati.

Intanto, a New York, migliaia di manifestanti hanno invaso le strade per protestare contro la politica migratoria del presidente. Radunati a Foley Square, vicino ai tribunali dove pochi giorni fa sono stati arrestati diversi migranti, hanno sfilato per Manhattan gridando slogan come "Niente odio, niente paura, gli immigrati sono benvenuti". La mobilitazione, che ha visto una forte partecipazione giovanile, riflette il malcontento crescente verso misure sempre più drastiche.

Trump, da parte sua, non ha fatto marcia indietro. In un intervento infuocato, ha ribadito la necessità di fermare "i migranti criminali del terzo mondo", annunciando l’invio di 700 marines a Los Angeles per "riportare l’ordine", nonostante le autorità locali insistano sul fatto che la situazione sia sotto controllo. Le retate, che hanno già portato all’identificazione di circa 9mila stranieri irregolari – tra cui britannici, francesi, tedeschi e italiani – hanno scatenato rivolte in California, dove la sindaca Karen Bass ha imposto il coprifuoco in alcune aree.

La decisione di utilizzare Guantanamo, struttura nota per il suo controverso ruolo nella guerra al terrorismo, solleva interrogativi sulle condizioni giuridiche dei deportati. Sebbene l’amministrazione sostenga di agire nel rispetto della legge, le proteste e le tensioni sociali lasciano intravedere un clima sempre più polarizzato. Senza contare che, tra i destinatari delle misure, ci sono cittadini di Paesi con cui gli Stati Uniti hanno relazioni diplomatiche consolidate.

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