Trump definisce "animali" i manifestanti di Los Angeles e annuncia trasferimenti a Guantanamo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente Donald Trump, nel discorso tenuto a Fort Bragg in occasione del 250º anniversario dell’Esercito degli Stati Uniti, ha attaccato duramente i dimostranti scesi in piazza a Los Angeles per protestare contro le retate sull’immigrazione, definendoli "animali" e "un nemico straniero". Senza mezzi termini, ha difeso l’impiego delle forze armate per reprimere le proteste e ha promesso di "liberare" la città californiana, dove le tensioni sono esplose dopo gli arresti di migliaia di clandestini, tra cui cittadini europei.

Intanto, il Dipartimento di Stato ha confermato che il trasferimento di immigrati irregolari a Guantanamo non rappresenta una novità. "È prassi consolidata spostarli lì prima del rimpatrio", ha dichiarato la portavoce Tammy Bruce, rispondendo alle indiscrezioni del Washington Post, secondo cui l’amministrazione starebbe per deportare migliaia di persone nella base cubana, compresi italiani, francesi e tedeschi. Sebbene non sia stato specificato il numero esatto, fonti giornalistiche parlano di circa 9.000 individui, alcuni dei quali provenienti da Paesi alleati.

A Los Angeles, la sindaca Karen Bass ha imposto il coprifuoco in alcune aree del centro, cercando di contenere gli scontri scoppiati dopo le incursioni federali. Le sue richieste di sospendere i raid, però, non hanno ottenuto risposta dalla Casa Bianca, che invece ha intensificato la retorica securitaria. Trump, del resto, non ha mai nascosto la volontà di adottare misure drastiche contro l’immigrazione illegale, e l’ipotesi di utilizzare Guantanamo – simbolo controverso della guerra al terrorismo – segna un ulteriore inasprimento della linea dura.

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