Los Angeles, ancora scontri e arresti: Trump accusa i manifestanti, «sono animali pagati da qualcuno»
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Redazione Esteri
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Quattro giorni di caos, quasi 400 arresti, 23 negozi saccheggiati e auto in fiamme: Los Angeles sembra precipitata in una guerra civile, mentre il coprifuoco cerca di arginare le proteste scoppiate dopo l’annuncio dell’amministrazione Trump sul trasferimento di 9.000 migranti a Guantanamo. Tra loro, secondo il Washington Post, ci sarebbero centinaia di europei, inclusi italiani, francesi e tedeschi. Una notizia che ha alimentato ulteriormente la rabbia nelle strade, già infiammate dalle politiche anti-immigrazione del presidente.
«Sono animali pagati da qualcuno», ha dichiarato Trump, senza fornire prove, riferendosi ai manifestanti che hanno sfidato il divieto di assembramento. Il dipartimento di polizia locale ha confermato «arresti di massa», mentre la tensione con il governatore della California, Gavin Newsom, rimane palpabile. Le autorità, dal canto loro, hanno cercato di smorzare le polemiche sul trasferimento dei migranti, precisando che Guantanamo «non è la destinazione finale», ma senza chiarire quale sarà il loro effettivo destino.
Intanto, fonti giornalistiche rivelano che tra gli 800 europei coinvolti figurano anche britannici, irlandesi, polacchi e un austriaco, oltre a 170 russi e 100 romeni. Numeri che hanno riacceso il dibattito sulle deportazioni di massa, sebbene il Dipartimento di Stato eviti di confermare le nazionalità precise.




