Germania, sei giorni al voto: tutto sulle elezioni del 23 febbraio
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Redazione Esteri
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La Germania si prepara a un appuntamento cruciale con le urne, fissato per domenica 23 febbraio 2025, quando i cittadini saranno chiamati a rinnovare il Bundestag, la Camera federale che detiene il potere legislativo e l’elezione del cancelliere. Originariamente previsto per il 28 settembre, il voto è stato anticipato a seguito di una crisi politica che ha scosso il paese, culminata nel collasso della cosiddetta “coalizione semaforo” – un’alleanza tra il Partito Socialdemocratico (Spd) di Olaf Scholz, i Liberali della Fdp e i Verdi – il 6 novembre scorso. La rottura, innescata dalle dimissioni forzate del ministro delle Finanze Christian Lindner e dall’uscita dei ministri liberali, ha lasciato il governo in una situazione di stallo, accelerando la convocazione delle elezioni.
Il sistema elettorale tedesco, noto per la sua complessità, prevede un doppio voto: uno per il candidato locale e uno per il partito, con l’obiettivo di garantire una rappresentanza proporzionale. I deputati eletti andranno a formare il Bundestag, mentre il Bundesrat, la seconda camera composta dai rappresentanti dei 16 Länder, rimane escluso dal voto popolare, essendo i suoi membri nominati direttamente dai governi regionali.
In vista del voto, i quattro principali candidati alla cancelleria – Friedrich Merz per l’Unione Cdu-Csu, Olaf Scholz per la Spd, Robert Habeck per i Verdi e Alice Weidel per l’AfD – si sono confrontati in un acceso dibattito televisivo trasmesso da Rtl. Temi centrali del confronto sono stati la guerra in Ucraina, le politiche economiche e le ripercussioni delle recenti decisioni dell’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, che hanno riacceso il dibattito sulla posizione della Germania nello scenario internazionale.
Mentre i partiti si preparano alla sfida elettorale, l’attenzione si concentra sulle strategie che ciascuno di essi adotterà per conquistare il consenso di un elettorato sempre più polarizzato. L’Unione Cdu-Csu punta a riconquistare il ruolo di primo attore della scena politica tedesca, mentre la Spd cerca di mantenere la leadership nonostante le tensioni interne. I Verdi, da parte loro, mirano a capitalizzare il crescente interesse per le tematiche ambientali, mentre l’AfD, con la sua retorica nazionalista, cerca di consolidare il proprio seguito tra i cittadini insoddisfatti delle politiche tradizionali.




