I quattro punti deboli che, secondo l'intelligence Usa, frenano l'avanzata di Putin in Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La gran parte della comunità di intelligence americana, la quale mantiene un costante flusso di valutazioni sull'andamento del conflitto, ritiene che il presidente russo Vladimir Putin sia tuttora fermamente convinto della possibilità di conseguire una vittoria sul campo in Ucraina, un'idea che persiste nonostante le oggettive difficoltà incontrate dalle sue forze armate. Due fonti di alto livello, le quali hanno parlato con "La Stampa" mantenendo l'anonimato, hanno però confidato una realtà operativa profondamente diversa, delineando con precisione quelli che appaiono come i quattro principali fattori di debolezza che stanno allontanando Mosca dal suo obiettivo militare. Il primo di questi, un elemento strategico di primaria importanza, è rappresentato dal ricorso massiccio, da parte della Russia, a sistemi missilistici antiaerei di ultima generazione, gli S-400, che vengono ormai schierati in assetto difensivo persino sui tetti di edifici nella capitale, compresa, si dice, la residenza dello stesso Putin a Valdai, una mossa che evidenzia una preoccupazione tangibile per la crescente capacità offensiva ucraina.

La pressione delle offensive dietro le linee

Proprio l'Ucraina, d'altronde, sta incrementando con determinazione la sua campagna di attacchi in profondità, oltre le linee nemiche, una strategia che mira a logorare le retrovie e le infrastrutture logistiche dell'avversario. Per sostenere questa pressione, Kiev sta implementando con ogni mezzo la produzione nazionale di armi a lungo raggio, contando al tempo stesso su ulteriori forniture dai suoi partner occidentali, nell'intento dichiarato di creare una situazione di stallo tale da spingere il Cremlino a considerare seriamente un negoziato. Si tratta di uno sforzo industriale e diplomatico notevole, che punta a riequilibrare le forze in campo e a minare la percezione di un'invincibilità russa.

La posizione di Trump e il sentimento in Ucraina

Sul piano politico internazionale, intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso pubblicamente la sua posizione, affermando in modo diretto che, riguardo alla regione contesa del Donbass, si dovrebbe "lasciare che sia divisa così com'è" e che è necessario "fermarsi sulla linea del fronte, smettendo di combattere". Questa visione, che invoca un cessate il fuoco immediato basato sull'"attuale linea di contatto" come punto di partenza per eventuali trattative, trova un parallelo nella dichiarazione congiunta espressa dall'Europa, la quale ha recentemente ribadito una posizione analoga. Tuttavia, un sondaggio condotto nei territori ucraini rivela che il 54% della popolazione si oppone a un simile scenario, che percepirebbero come una concessione forzata, segno di un sentimento nazionale ancora fortemente determinato a resistere.

Le valutazioni sull'efficacia delle contromisure

L'impiego di sistemi d'arma sofisticati come gli S-400 in ruoli puramente difensivi urbani, se da un lato testimonia l'adattamento tattico russo, dall'altro ne conferma indirettamente le vulnerabilità, sottraendo risorse preziose ad altri fronti operativi. Gli analisti osservano come questo dispiegamento, per quanto impressionante, sia sintomo di una campagna aerea che non è riuscita a conseguire la supremazia sperata e che deve ora fronteggiare una minaccia asimmetrica e persistente. È uno di quei punti deboli, insieme alle difficoltà logistiche e alla tenacia ucraina, che gli esperti considerano fondamentali per comprendere le reali dinamiche di un conflitto ancora lontano da una soluzione.

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