Istat, export e produzione industriale in crescita: l'occupazione trainata dagli over 50
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Redazione Economia
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L'economia italiana si muove su un crinale stretto. Secondo i dati diffusi dall'Istat, l'export segna un incremento del 4,5% nel primo semestre dell'anno, la produzione industriale registra un +0,7% a luglio e il Pil conferma una progressione dello 0,2% nel secondo trimestre. Numeri che delineano un quadro di espansione moderata, ma che non nascondono le fragilità. A pesare sulla ripresa tornano il caro energia e l'inflazione, salita al 3,3% ad agosto. La crescita acquisita per l'intero 2026 si attesta allo 0,8%.
Export: la spinta del Centro e delle Isole
Le vendite all'estero hanno superato i 337 miliardi di euro nei primi sei mesi, con un aumento che ha interessato tutte le ripartizioni territoriali, pur con intensità differenti. A trainare sono state soprattutto le regioni del Centro, con un +11,9%, e le Isole, salite dell'8,8%. Il Nord-ovest ha registrato un +4,3%, il Sud un +3,8% e il Nord-est un +1,9%. A livello regionale, la Basilicata ha segnato l'incremento più elevato, con un +29,5%, seguita dalla Toscana con un +23,8%, dalla Puglia con un +15,2% e dalla Sardegna con un +11,6%.
In territorio negativo si trovano invece il Friuli-Venezia Giulia, con un -9,6%, il Lazio, con un -6,8%, la Valle d'Aosta, con un -5,7%, e la Campania, con un -4,6%.
Produzione industriale: recupero mensile, debolezza trimestrale
L'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato a luglio dello 0,7% rispetto a giugno, dopo i due cali registrati nei mesi precedenti. Su base annua, però, il dato rimane invariato. Nella media del trimestre maggio-luglio l'andamento complessivo risulta in debole flessione, con una variazione congiunturale pari a -0,1%. Tra i settori in crescita spiccano la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria, con un +7,6% su base annua, la produzione di prodotti farmaceutici, in rialzo del 7,4%, e la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica, che registra un +2,4%.
Le flessioni più marcate si osservano nelle altre industrie manifatturiere, in calo del 4,6%.
Mercato del lavoro: il contributo degli over 50
Nel secondo trimestre il numero di occupati, al netto degli effetti stagionali, sale a 24 milioni 363 mila, con una crescita di oltre 155 mila unità rispetto ai primi tre mesi dell'anno. Su base annua l'incremento è di 246 mila posti. A sostenere questa dinamica sono soprattutto i lavoratori over 50, che raggiungono i 10 milioni 441 mila, con un aumento di 108 mila unità sul trimestre precedente e di 367 mila in un anno. Il 42,86% degli occupati è nato prima del 1976, mentre appena il 21,87% non ha ancora compiuto 35 anni.
Tra il 2021 e il 2026 gli occupati sono aumentati di 1,6 milioni e il tasso di occupazione è salito di 4,4 punti percentuali, con una crescita particolarmente forte tra i 50-64enni, il cui tasso di occupazione è aumentato di 7,8 punti.
Inflazione e caro energia: i fattori che frenano la ripresa
L'inflazione in Italia torna a salire ad agosto, trainata dall'energia. Secondo le stime preliminari dell'Istat, l'indice dei prezzi al consumo registra una variazione del +3,3% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,9% del mese precedente. È il dato più elevato da quasi tre anni, quando a settembre 2023 il tasso era al 5,3%. La spinta viene dai beni energetici, i cui prezzi passano da un incremento annuo dell'11,6% a uno del 17,0%. Il carrello della spesa resta stabile a +1,0%, mentre i prodotti ad alta frequenza d'acquisto accelerano dal +3,4% al +4,3%.
L'inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,9% per l'indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.
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