Napoli, la doppia tragedia di corso Garibaldi: le due donne ucraine falciate mentre attraversavano, l’automobilista fermato e sottoposto ai test

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La movida domenicale del centro storico partenopeo si è trasformata, nella serata del 22 marzo, in una scena che richiama alla mente la fragilità di chi si muove a piedi lungo le arterie cittadine. È accaduto in corso Garibaldi, un’arteria cruciale che costeggia la stazione centrale trasformandosi spesso in un percorso ad alta intensità di traffico: all’altezza di Porta Nolana, una vettura – una Mercedes secondo le prime ricostruzioni – ha travolto due donne che stavano attraversando la carreggiata. L’impatto, a giudicare dai rilievi effettuati sul posto dalle forze dell’ordine, è stato violento al punto tale da non lasciare scampo alle due vittime.

Le due donne, entrambe di nazionalità ucraina, hanno avuto un destino segnato dalla dinamica dello scontro. La più anziana, cinquantasette anni, è deceduta sul colpo; l’altra, di cinquantadue anni, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale del Mare, dove i tentativi di rianimazione si sono rivelati vani e dove ha cessato di vivere poco dopo il ricovero. Sul luogo del sinistro, oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti i carabinieri e la polizia municipale, che hanno immediatamente avviato le procedure per la gestione della viabilità – l’area è stata transennata – e per la ricostruzione della dinamica. Dalle prime verifiche è emerso che le due donne stavano probabilmente attraversando la strada sulle strisce pedonali, anche se gli inquirenti stanno ancora cercando di determinare con esattezza se la zona fosse adeguatamente illuminata e se la velocità tenuta dal mezzo sia stata la causa scatenante dell’impatto.

La corsa della Mercedes, che secondo alcuni testimoni procedeva a velocità sostenuta, non si è arrestata subito dopo l’investimento dei pedoni: il conducente, infatti, ha perso il controllo del veicolo che ha terminato la sua folle corsa andando a sbattere contro alcune auto regolarmente parcheggiate lungo il ciglio della strada, arrestandosi solo dopo aver urtato almeno tre vetture in sosta. È stato in quel momento che gli agenti della polizia locale, accorsi sul posto, hanno bloccato l’automobilista: si tratta di un uomo, un trentaquattrenne della zona, che è stato subito fermato per essere sottoposto agli accertamenti previsti in casi di omicidio stradale.

L’accompagnamento in ospedale e i test alcolemici

Dopo il fermo, il conducente è stato condotto presso una struttura sanitaria per sottoporsi ai prelievi necessari a stabilire se al momento del sinistro fosse sotto l’effetto di alcol o di sostanze stupefacenti. Si tratta di un passaggio obbligatorio per la legge, volto a raccogliere elementi fondamentali per definire la sua posizione giuridica, che attualmente è al vaglio degli inquirenti. Le indagini si concentrano ora su due fronti principali: da un lato, l’analisi tossicologica che chiarirà lo stato psicofisico del guidatore al momento della guida; dall’altro, i rilievi tecnici sulla carreggiata e sul veicolo, finalizzati a quantificare l’esatta velocità tenuta dalla Mercedes e a verificare l’eventuale presenza di frenate prima dell’impatto.

I rilievi e la ricostruzione della dinamica

Gli agenti della polizia municipale, insieme ai carabinieri, hanno lavorato per ore sulla scena del crimine per effettuare un rilievo planimetrico dettagliato. La complessità della dinamica – che coinvolge non solo il tragico impatto con i due pedoni ma anche il successivo urto contro i veicoli in sosta – richiede un’analisi meticolosa per stabilire con certezza se il conducente abbia tentato di sterzare o frenare prima di colpire le due donne. Le vetture coinvolte, compresa la Mercedes del fermato, sono state poste sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti tecnici, mentre il tratto di corso Garibaldi interessato è stato chiuso al traffico per diverse ore, causando inevitabili ripercussioni sulla viabilità notturna di una delle zone più trafficate della città.

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