Operazione antindrangheta a Catanzaro: 22 arresti e nuovi sviluppi sull’inchiesta Clean Money
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Redazione Interno
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La ‘ndrangheta, da tempo radicata nel tessuto sociale ed economico della Calabria, torna al centro dell’attenzione con un’operazione che ha portato all’arresto di 22 persone, colpendo nuovamente la cosca dei Gaglianesi, storica organizzazione criminale operante a Catanzaro. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) del capoluogo calabrese, ha evidenziato come il gruppo, già disarticolato nel 1993, si sia rigenerato nel tempo, adattandosi ai mutati equilibri criminali e ampliando il proprio raggio d’azione.
Tra gli indagati figurano Pancrazio Opipari e Lorenzo Iiritano, accusati di gestire il ramo delle estorsioni. Secondo le ricostruzioni dei magistrati, i due avrebbero imposto un pizzo di 600 euro al titolare di un’impresa funebre, legato a una cerimonia nel quartiere di Gagliano. Questo episodio, seppur apparentemente minore, è emblematico del controllo capillare esercitato dal clan, che si estende anche ai settori più insospettabili della vita quotidiana.
L’inchiesta Clean Money, che ha riacceso i riflettori sulle attività dei Gaglianesi, ha inoltre portato alla luce il coinvolgimento della ‘ndrangheta vibonese nella spartizione degli appalti legati al tratto catanzarese della statale 106. «Su quel cantiere mangiano tutti», è stata la frase-chiave emersa durante le intercettazioni, a sottolineare come il sistema mafioso si sia infiltrato in modo sistematico nelle opere pubbliche, garantendosi profitti illeciti e consolidando il proprio potere.
Il procuratore Nicola Curcio, nel commentare l’operazione, ha sottolineato come la lotta alle mafie richieda un impegno costante non solo da parte delle istituzioni, ma anche della società civile. La rigenerazione del clan dei Gaglianesi, infatti, dimostra che le organizzazioni criminali, pur colpite duramente dalle operazioni giudiziarie, trovano spesso il modo di riorganizzarsi, sfruttando vuoti di potere e nuove opportunità.
L’operazione odierna rappresenta un nuovo scacco per la cosca, ma al tempo stesso evidenzia la complessità di un fenomeno che non si esaurisce con gli arresti. Le indagini continuano a seguire il filo delle attività illecite, dalle estorsioni agli appalti pubblici, confermando come la ‘ndrangheta mantenga una presenza pervasiva e multifunzionale, capace di adattarsi ai cambiamenti e di infiltrarsi in settori strategici dell’economia.




