Genova, il consiglio comunale approva la tassa da tre euro sui croceristi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sala rossa di Palazzo Tursi ha ospitato, nel pomeriggio del 16 dicembre, una delle sedute più tese dell’assemblea civica, interamente dedicata all’esame del bilancio di previsione. Con trentasei consiglieri presenti, i lavori sono proseguiti dopo la discussione dell’articolo 54 e le interrogazioni a risposta immediata, ma non sono iniziati senza un primo scoglio, sollevato dal consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi. Quest’ultimo, infatti, ha chiesto una sospensiva e l’intervento della Segreteria generale, al fine di rendere edotta l’aula circa gli esiti di un incontro svoltosi a Roma il giorno precedente tra il vicesindaco Alessandro Terrile e il ministro dell’Interno, un confronto vertente proprio sulla spinosa questione della nuova imposizione fiscale.

Lo scontro politico e la guerra dei numeri

Il cuore del dibattito, acceso e a tratti aspro, ha ruotato attorno a due provvedimenti finanziari distinti ma ugualmente controversi: da un lato l’aumento dell’addizionale Irpef sui redditi da lavoro, portata al massimo della quota consentita, e dall’altro la riduzione dell’Imu. È proprio sulla prima misura che l’opposizione ha scatenato le proprie critiche, arrivando a sostenere, con un’iperbole polemica, che il carico fiscale finirà per colpire una platea di contribuenti vastissima, paragonabile a quella di una metropoli. La discussione, insomma, si è presto trasformata in una guerra di numeri e di interpretazioni, dove ogni schieramento ha difeso la propria visione della fiscalità locale e del suo impatto sui cittadini.

Il via libera definitivo alla tassa d'imbarco

L’attenzione, tuttavia, si è progressivamente concentrata sul provvedimento che più di ogni altro ha catalizzato le proteste del cluster marittimo cittadino nelle settimane antecedenti il voto: l’introduzione di un’addizionale sui diritti di imbarco, battezzata da molti come “tassa sui croceristi”. Il consiglio comunale ha infine dato il suo via libera alla delibera, che inserisce nel bilancio il nuovo tributo, fissandone l’entità in tre euro per ogni passeggero in transito. La misura, che qualcuno ha ironicamente paragonato al costo di una bottiglia d’acqua minerale acquistata a bordo, colpirà tanto i turisti delle grandi navi da crociera quanto, secondo alcune interpretazioni, i passeggeri dei traghetti diretti verso le isole durante il periodo estivo, generando non poche perplessità negli operatori del settore.

Le motivazioni e gli scenari futuri

A difendere la scelta dell’amministrazione è intervenuta la sindaca Buonanno, la quale ha definito la tassa “giusta”, argomentando che i proventi saranno essenziali per supportare le spese di gestione delle infrastrutture portuali e urbane, per garantire i necessari standard di sicurezza e per mantenere il decoro di una città che, suo malgrado, subisce l’impatto costante dei flussi turistici legati al suo scalo. Le previsioni di entrata delineano un gettito di circa tre milioni e mezzo di euro già nella seconda metà del 2026, periodo in cui il tributo diventerà effettivo a partire dal mese di giugno. Una volta a regime, a decorrere dal 2027, le casse comunali potranno contare su un incasso annuo stimato in cinque milioni e settecentomila euro, risorse che, nelle intenzioni della giunta, dovranno essere reinvestite per mitigare gli oneri che il traffico navale impone al tessuto urbano.

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