Matteo Materazzi racconta la sua battaglia contro la Sla: «Una malattia che toglie tutto, giorno dopo giorno»
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Redazione Sport
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«Devo essere aiutato per andare in bagno, farmi una doccia, salire in macchina. Per mangiare mi devono imboccare». Matteo Materazzi, procuratore di 49 anni e fratello dell’ex calciatore Marco Materazzi, parla senza reticenze della sclerosi laterale amiotrofica che lo ha colpito un anno fa. «Le mani le muovo ancora, ma non riesco a sollevare il braccio», racconta, descrivendo una condizione che avanza inesorabilmente, privandolo progressivamente di ogni autonomia.
La malattia, che definisce «infame proprio perché ti toglie qualcosa ogni giorno», lo ha costretto a riorganizzare la sua vita, con costi esorbitanti: «Abbiamo speso 100mila euro solo per rendere la mia giornata vivibile». Una cifra che pochi possono permettersi, e che lo porta a una riflessione amara: «Spendiamo per le armi puntando sulla morte, mentre chi soffre deve lottare per avere cure dignitose».
Il ricordo della madre, scomparsa per un tumore quando era adolescente, torna con un dolore mai sopito: «Nessuno mi avvisò che sarebbe potuta morire». Oggi, mentre affronta la sua battaglia, trova conforto anche nei gesti inaspettati, come quello di Zlatan Ibrahimović, che gli ha fatto forza. Con il fratello Marco, invece, i rapporti sono stati turbolenti: «Discussioni per cazzate, ora è qui con me», dice senza nascondere le incomprensioni del passato.




