Tre leonesse berbere arrivano al parco Le Cornelle per un progetto di conservazione

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il parco faunistico Le Cornelle, situato a Valbrembo, nei pressi di Bergamo, ha arricchito la sua già variegata popolazione con tre nuovi, maestosi esemplari. Si tratta di Nandi, Zenani e Winnie, tre giovani leonesse berbere che, all’incirca treenni, sono giunte da una struttura zoologica dei Paesi Bassi. Il loro trasferimento, che si inserisce in una rete di scambi internazionali ben consolidata, non rappresenta un semplice cambio di sede ma un tassello fondamentale per un programma scientifico di ampio respiro.

Il valore di un arrivo

Quelle che, a un occhio meno attento, potrebbero apparire come semplici nuove arrivate sono in realtà delle preziose ambasciatrici di una stirpe maestosa, quella del leone berbero, dichiarata estinta in natura. Il loro ingresso nel moderno reparto dedicato ai grandi felini del parco bergamasco, quindi, assume le sembianze di una vera e propria operazione di salvataggio, una di quelle che si pianificano con meticolosità e la cui posta in gioco è la preservazione stessa di un patrimonio genetico irripetibile.

Un programma per il futuro

Le tre sorelle, le cui movenze sinuose e il cui portamento regale stanno già conquistando i visitatori, fanno parte a pieno titolo del Programma Europeo per le Specie Minacciate, noto come EEP, che viene coordinato dall'Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari. Questo sistema, che coinvolge parchi e istituzioni scientifiche di tutto il continente, gestisce la popolazione in cattività di animali a rischio, come appunto il leone berbero, con l’obiettivo primario di assicurarne la diversità genetica e, di conseguenza, la sopravvivenza a lungo termine.

La nuova casa e il suo abitante

L’habitat che accoglie Nandi, Zenani e Winnie non è deserto: dallo scorso agosto, infatti, ospita anche un maschio della stessa sottospecie, di nome Ayyuur. La coabitazione, che viene studiata e facilitata dagli esperti del parco, rappresenta il cuore pulsante del progetto di conservazione. L’auspicio, basato su protocolli consolidati, è che la presenza delle femmine possa innescare dinamiche sociali naturali e gettare le basi, in un futuro, per la formazione di un nucleo familiare stabile, contribuendo in modo sostanziale al numero degli esemplari custoditi all’interno di questo programma.

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