Le Leonesse e l’Inghilterra che si ritrova: calcio, popolo e un trionfo senza precedenti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Londra ha vissuto una di quelle giornate in cui lo sport smette di essere semplice intrattenimento e diventa specchio di un’identità collettiva. Decine di migliaia di persone, stipate lungo il Mall fino ai cancelli di Buckingham Palace, hanno accolto il bus scoperto delle Leonesse, la nazionale femminile inglese di calcio, reduce dalla vittoria agli Europei. Un successo che non è solo sportivo, ma culturale: la finale contro la Spagna, decisa ai rigori dopo un match tiratissimo, è stato l’evento televisivo più visto dell’anno, con 16 milioni di spettatori solo sulle reti tradizionali e numeri quasi analoghi in streaming. Un dato che conferma come il calcio femminile, ormai, non sia più un fenomeno di nicchia.

C’era di tutto tra la folla: famiglie con bambini, gruppi di adolescenti, anziani con le bandiere avvolte sulle spalle, londinesi doc e turisti catturati dall’entusiasmo. Persino la principessa Beatrice Mapelli Mozzi, nipote di re Carlo III, era presente con il marito e i figli, a sottolineare come la corona non volesse mancare a un appuntamento diventato nazionale. E poi musica, con l’afrobeat di Burna Boy che ha fatto da colonna sonora ai festeggiamenti, mescolandosi ai cori spontanei dedicati alle eroine del campo. Quella che Claudio Ranieri definiva la capacità degli inglesi di fare "popolo" davanti allo sport si è manifestata in tutta la sua forza: un’unione temporanea ma autentica, che cancella per qualche ora divisioni sociali, politiche o generazionali.

Il trionfo delle Leonesse, del resto, arriva in un momento in cui il calcio femminile britannico vive una crescita senza precedenti. Dopo il titolo continentale del 2022, questa seconda affermazione consecutiva consolida l’Inghilterra come potenza di riferimento, in un contesto dove il movimento sta ricevendo investimenti sempre più consistenti. Non è un caso che la Football Association abbia annunciato, poche settimane fa, un ulteriore aumento dei fondi destinati alle giovanili e ai club femminili, con l’obiettivo di mantenere il vantaggio competitivo.

Quanto accaduto domenica, però, va oltre la mera contabilità sportiva. Quella festa lungo il Mall, con le giocatrici applaudite come rockstar e la folla che cantava Sweet Caroline a squarciagola, ha mostrato un paese capace di riconoscersi in un successo al femminile, in un settore che fino a pochi anni fa faticava a trovare spazio. E se il "beautiful game" maschile continua a deludere le aspettative internazionali, quello delle donne regala soddisfazioni che ormai travalicano il campo, diventando un fatto sociale. Senza bisogno di retorica, senza forzature: semplicemente, accade.

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