Opas Intesa-Mps, la denuncia della vicepresidente della commissione Banche: «Giorgetti sia arbitro, non giocatore»
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Redazione Economia
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Cristina Tajani, vicepresidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e assicurativo, non usa mezzi termini nel commentare l'audizione del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha aperto alla possibilità di prescrizioni in merito all'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena. Un'eventualità che, a suo giudizio, rischia di trasformare il guardiano della partita in un vero e proprio giocatore. la miccia, a quanto pare, è stata accesa proprio dalle parole del titolare del Tesoro, il quale, pur ribadendo più volte la neutralità del Mef, non ha escluso un intervento nell'ambito dei poteri speciali, il cosiddetto golden power.
La posizione del ministro e lo strumento del golden power
Nel corso dell'audizione, Giorgetti ha illustrato la linea del governo, specificando che il Ministero dell'Economia e delle Finanze manterrà un ruolo di neutralità rispetto al processo di consolidamento in corso e che la quota residua del 4,86% detenuta in Mps verrà ceduta, ma solo alle migliori condizioni di mercato, senza alcuna accelerazione. Il controvalore teorico di questa partecipazione ammonta a circa 1,6 miliardi di euro. Tuttavia, il ministro ha precisato che il comitato per il golden power valuterà se, in astratto, vi sia la necessità di imporre prescrizioni all'operazione di mercato, richiamando il precedente dell'offerta di Unicredit su Banco Bpm.
La replica di Tajani e la richiesta di chiarezza in Parlamento
È proprio su questo punto che si è scatenata la reazione della senatrice Tajani. Secondo la vicepresidente della Commissione, se le parole del ministro non venissero chiarite, sarebbe necessario convocare il governo in Parlamento per spiegare il senso di tali affermazioni. «Il ministro dell'Economia deve essere arbitro e non giocatore», ha dichiarato Tajani, sottolineando l'ambiguità di una posizione che si dichiara neutrale ma che al tempo stesso lascia intendere un possibile intervento attivo, seppur tramite prescrizioni. Il riferimento è all'articolo 2 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, che disciplina i poteri speciali del governo sugli assetti societari nei settori di rilevanza strategica.
Il risiko bancario e gli equilibri del credito italiano
La vicenda si inserisce in un momento di grande fermento per il sistema bancario italiano, caratterizzato da operazioni di consolidamento che potrebbero ridisegnare gli equilibri del credito. All'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps si affianca, infatti, la proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm, con il governo che osserva da una posizione di ufficiale equidistanza, pur senza nascondere la propria attenzione agli effetti sul mercato e alla concorrenza sui territori.
L'accusa di voler scendere in campo e non limitarsi a fare da arbitro, mossa da Tajani, tocca il nervo scoperto di un esecutivo che, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, si professa estraneo al risiko in corso. Il nodo rimane sulle concrete intenzioni del governo riguardo a eventuali condizioni che potrebbero essere poste all'operazione di Intesa Sanpaolo.




