Iran, Khamenei prepara la successione: chi sono i tre eredi in caso di morte
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto in Medio Oriente rischia di colpire direttamente i vertici della Repubblica Islamica, Ali Khamenei, la Guida Suprema dell’Iran, avrebbe già stabilito un piano per garantire la continuità del potere nel caso in cui venisse ucciso. Secondo quanto riportato dal New York Times, citando tre funzionari iraniani rimasti anonimi per motivi di sicurezza, Khamenei avrebbe selezionato tre alti esponenti del clero come potenziali successori, escludendo – a sorpresa – il figlio Mojtaba, da tempo considerato uno dei favoriti.
Isolato in un bunker per timore di attacchi, l’ayatollah avrebbe sospeso ogni comunicazione elettronica, affidando a un collaboratore di fiducia il compito di mediare i contatti con i comandanti militari. Una misura estrema, dettata dalla consapevolezza di essere nel mirino di Israele, che conferma quanto la minaccia sia percepita come concreta. Sebbene i nomi dei designati non siano stati resi noti, fonti interne lascivano intendere che si tratti di figure vicine all’establishment religioso, scelte per evitare vuoti di potere in un momento già destabilizzante.
Parallelamente, sarebbero stati individuati anche sostituti per ruoli chiave nelle forze armate, a dimostrazione di una strategia che mira a coprire ogni eventualità. La guerra, dunque, non solo scuote il paese ma costringe i suoi leader a pianificare scenari finora considerati remoti. Quello che emerge è un quadro in cui la sopravvivenza del regime passa attraverso una transizione già delineata, anche se il vero potere – quello che Khamenei esercita da oltre trent’anni – difficilmente potrà essere replicato senza tensioni.
La scelta di escludere Mojtaba, del resto, sembra rispondere a una logica precisa: evitare l’accusa di nepotismo in un sistema che, almeno formalmente, si fonda sul principio della velayat-e faqih, la “tutela del giurisperito”. Un sistema che, però, negli ultimi anni ha visto crescere l’influenza delle famiglie legate alla cerchia del leader, alimentando malumori persino tra le fila del clero.




