Khamenei isolato nel bunker, salta il vertice per la pace e prepara la successione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non è il martirio a spaventare Ali Khamenei, che pure nell’agosto 2023, parlando ad Ardabil, aveva esaltato il sacrificio di chi «uccide i nemici e viene ucciso», definendolo «il compiacimento di Dio». Chiuso nel bunker, circondato da pochi fedelissimi con cui comunica solo di persona, il Leader supremo iraniano teme invece un vuoto di potere che potrebbe destabilizzare il regime. La sua assenza al vertice Usa-Iran a Istanbul, inizialmente previsto per cercare una tregua, conferma l’isolamento in cui si trova, mentre i jet israeliani continuano a sorvolare minacciosamente il territorio.

Secondo il Times of Israel, Tel Aviv potrebbe agire autonomamente colpendo Fordow, il sito nucleare sotterraneo iraniano già nel mirino degli strateghi americani. Una mossa che rischia di inasprire ulteriormente la crisi, come dimostra la reazione del vicepresidente Usa Vance dopo la telefonata con gli interlocutori israeliani. Trump, dal canto suo, ha preferito affidarsi al suo social network, Truth, per annunciare l’intervento militare: «Grazie ai nostri grandi guerrieri. Ora la pace», ha scritto nelle prime ore del 22 giugno, senza però chiarire se si tratti di un’azione conclusiva o solo l’inizio di un’escalation.

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