Carburanti, benzina ai massimi dal 2022: self a 2,054 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I prezzi dei carburanti continuano a salire e la benzina in modalità self ha raggiunto una media nazionale di 2,054 euro al litro, uno dei livelli più elevati degli ultimi anni. Lunedì 7 settembre il prezzo della verde è aumentato di otto millesimi rispetto a venerdì, mentre rispetto al giorno precedente il rialzo indicato è di un millesimo, dai 2,053 euro al litro registrati in precedenza. Per trovare un valore simile bisogna tornare indietro di oltre quattro anni, fino al 4 luglio 2022, quando la benzina viaggiava ancora sopra quota due euro. Il rincaro non riguarda però soltanto la verde: l'aumento del costo del pieno coinvolge ormai praticamente tutta la colonnina.

Benzina sopra 2 euro al litro, gasolio a 2,165 euro

Il nuovo aumento porta quindi la benzina self service a 2,054 euro al litro su base nazionale, mentre il gasolio resta a 2,165 euro. Anche variazioni di pochi millesimi incidono su una fase caratterizzata da prezzi già elevati, con il costo alla pompa che continua a muoversi verso l'alto. Il dato sulla benzina assume particolare rilievo proprio per il confronto con il 2022: dal 4 luglio di quell'anno non si incontrava un valore analogo. Sullo sfondo viene indicata anche una nuova accelerazione del petrolio sui mercati internazionali, mentre per gli automobilisti il riferimento immediato resta il prezzo esposto alla colonnina e il conseguente costo necessario per effettuare un pieno.

La pressione sui carburanti si accompagna alla questione degli interventi pubblici sul diesel. Il taglio generalizzato delle accise sul gasolio, pari a 17 centesimi al litro, è stato prorogato per altri cinque giorni attraverso un decreto interministeriale e resterà in vigore fino a giovedì 10 settembre. La decisione rappresenta una soluzione ponte nella transizione verso un nuovo sistema di sostegni contro il caro energia. Il passaggio richiede infatti più tempo del previsto e il Governo ha scelto di mantenere temporaneamente lo sconto, evitando una cessazione immediata della misura mentre viene definito il successivo piano di interventi.

Caro carburanti, il Governo prepara il passaggio agli aiuti mirati

Dopo la proroga temporanea, l'esecutivo è chiamato a varare il piano già annunciato di aiuti mirati. L'obiettivo indicato è superare la logica degli sconti universali e concentrare le risorse sulle fasce di popolazione e sui settori produttivi maggiormente esposti all'inflazione. Proprio la tempistica del passaggio rappresenta uno dei nodi ancora aperti: nelle ultime ore il Governo si è trovato davanti alla scelta tra avviare gli aiuti selettivi il prima possibile, eventualmente già questa settimana, oppure rinviare di circa quindici giorni per definire meglio risorse e misure. A lunedì sera, quando mancavano 72 ore alla scadenza degli sconti sul diesel, il confronto era ancora legato alla costruzione del nuovo schema di intervento.

Il quadro che emerge mette così insieme due elementi: da una parte l'aumento dei prezzi alla pompa, con la benzina self tornata su livelli che non si vedevano da oltre quattro anni, dall'altra il progressivo cambiamento della strategia sugli aiuti. La proroga sul gasolio mantiene per pochi giorni un meccanismo generalizzato, ma il passaggio previsto è verso misure più selettive. Nel frattempo i valori dei carburanti restano elevati: la benzina è sopra la soglia dei due euro al litro e il diesel viene indicato a 2,165 euro, mentre il costo del pieno continua a rappresentare il dato più immediato per chi utilizza quotidianamente l'auto.

La data del 10 settembre diventa quindi il punto di riferimento per la misura sul gasolio, perché fino a quel giorno resta operativo il taglio delle accise previsto dalla proroga ponte. Successivamente dovrà prendere forma il nuovo piano di sostegno, destinato a privilegiare gli interventi mirati rispetto agli sconti applicati indistintamente. La scelta arriva mentre il caro carburanti torna al centro dell'attenzione per il nuovo massimo raggiunto dalla benzina rispetto ai livelli osservati dal luglio 2022. La combinazione tra rialzi alla pompa e revisione degli strumenti di sostegno rende centrale il confronto sulle risorse disponibili e sulle categorie maggiormente esposte all'aumento dei prezzi.

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