Cortina Inaugura La Pista Di Bob "Eugenio Monti" Tra Sfide E Protagonisti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre il cantiere, ancora attivo con 130 operai al lavoro, procederà fino a novembre per ultimare le opere accessorie, l’essenziale è già realtà: la pista di bob, slittino e skeleton per i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 è stata inaugurata il 25 marzo 2025, rispettando una tabella di marcia serrata che sembrava impossibile solo un anno fa. Senza indugiare sulle difficoltà superate, il traguardo segna una svolta per un progetto più volte rimesso in discussione, ma che ora può contare su un impianto pronto per i test di pre-omologazione.

Mattia Gaspari, atleta delle Fiamme Azzurre, è stato il primo a scendere lungo il ghiaccio della nuova "Eugenio Monti", definendola una pista «molto tecnica», capace di offrire opportunità di crescita agli sportivi. Per lui, come per molti altri, l’attesa è stata lunga, segnata da false partenze e ripensamenti, prima che la struttura trovasse una concretizzazione in extremis. Le sue parole, asciutte ma soddisfatte, riflettono il sollievo di chi ha visto finalmente realizzarsi un’infrastruttura fondamentale per le competizioni del 2026.

Tra i presenti all’inaugurazione, anche il principe Alberto di Monaco, legato a doppio filo al mondo del bob. Già pilota della nazionale monegasca, ha scelto di affittare una casa a Cortina, tornando su un tracciato che conosce bene. Dopo aver osservato le prime discese, lo ha descritto come «veloce e impegnativo», un giudizio che arriva da chi, anni fa, propose Luigino Grasselli – oggi membro onorario della Federazione internazionale di bob e skeleton – per un riconoscimento prestigioso.

L’architetto Fabio Saldini, commissario di governo e amministratore delegato di Simico, ha evitato toni trionfalistici durante la cerimonia, sottolineando come il risultato sia frutto di «un lavoro programmato», non di un miracolo. Eppure, l’impresa di completare la pista in soli tredici mesi resta notevole, soprattutto considerando lo scetticismo iniziale. Anche Matteo Salvini, presente all’evento, ha paragonato l’opera alla cupola del Brunelleschi, un parallelo audace ma che rende l’idea della complessità affrontata.

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