Attacco di droni russi a Bilogorodska: due vittime nella regione di Kiev mentre infuria la polemica sulle indiscrezioni del Financial Times
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Redazione Esteri
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Nuovo, tragico bilancio di una notte sotto le bombe. Nelle prime ore di martedì, un attacco condotto con droni russi ha colpito un edificio residenziale a più piani a Bilogorodska, nella regione di Kiev, provocando due morti e quattro feriti. Lo ha comunicato il capo dell'amministrazione militare regionale, aggiungendo che i velivoli senza pilota hanno danneggiato anche altre costruzioni civili e un cantiere edile. Il raid, che segue di poche ore un altro assalto con droni a Odessa dove sono rimasti feriti otto civili, tra cui due bambini, si inserisce in una fase di intensificazione degli scontri, mentre sullo sfondo prendono Corpo indiscrezioni, smentite e intricate polemiche riguardanti le possibili vie d'uscita dal conflitto.
La guerra delle parole tra Washington e il "Financial Times"
Se da un lato le armi continuano a parlare, dall'altro infuria una battaglia parallela fatta di fughe di notizie e smentite roboanti. Il "Financial Times", citando fonti anonime, ha riferito che gli Stati Uniti, ora con Donald Trump di nuovo alla Casa Bianca, starebbero esercitando una pressione crescente su Kiev, legando la concessione di garanzie di sicurezza alla cessione dei territori del Donbass. Una condizione, questa, che di fatto corrisponderebbe alle pretese minime avanzate da Mosca e che suonerebbe come un'autentica capitolazione per il governo di Volodymyr Zelensky. La reazione di Washington è stata immediata e durissima, con la Casa Bianca che ha bollato il rapporto come "falso" e frutto dell'ispirazione di "attori maligni", senza però entrare nel merito delle delicate trattative diplomatiche che, è noto, procedono a vari livelli.
La posizione di Kiev e il nodo delle responsabilità future
Il presidente ucraino, dal canto suo, sembra muoversi su un doppio binario, perseguendo pubblicamente l'obiettivo di un'adesione all'Unione Europea e, implicitamente, la protezione che ne deriverebbe, mentre si prepara a un possibile epilogo del conflitto. Zelensky, infatti, sta progressivamente assumendo il ruolo di principale testimone d'accusa contro coloro che, a livello internazionale, avrebbero ispirato e finanziato la guerra, quasi a voler gettare le basi per un futuro "conto da pagare" da parte dei perdenti. Una strategia che appare finalizzata a salvaguardare la sua posizione e a garantire un qualche ruolo nella futura ricostruzione del paese, devastato dagli scontri.
Il punto morto delle trattative e l'offensiva militare
Intanto, sul fronte militare e diplomatico, la situazione rimane bloccata. Mosca, nonostante i colloqui trilaterali avvenuti nel fine settimana con la mediazione statunitense, non mostra segni di flessione sulle sue richieste fondamentali, che passano inevitabilmente per il controllo territoriale. L'offensiva russa, come dimostrano i recenti attacchi a Bilogorodska e Odessa, prosegue senza sosta, mentre i vertici militari di Mosca hanno rivendicato l'abbattimento di ben 75 droni ucraini nelle ultime ventiquattr'ore, a testimonianza di un conflitto sempre più tecnologico e logorante. La strada per la pace, a oggi, appare ancora lunga e irta di ostacoli, con il prezzo più alto che continua a essere pagato dalla popolazione civile, costretta a vivere nel terrore delle esplosioni notturne.




