Video rubati da telecamere private, un mercato oscuro che prospera online

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Migliaia di filmati, catturati all’insaputa delle persone nelle loro abitazioni o in luoghi privati come studi medici e centri estetici, sono stati trafugati da sistemi di videosorveglianza vulnerabili e venduti su un portale web accessibile a chiunque. L’allarme, lanciato da Yarix, il centro di competenza per la cybersecurity del gruppo Var di Treviso, rivela una realtà inquietante: l’hacking di dispositivi connessi a internet – dai baby monitor agli aspirapolvere robotici, persino gli spazzolini elettrici – è diventato un fenomeno sistematico finalizzato alla violazione della privacy più intima.

Il portale incriminato, che opera nel cosiddetto "clear web" e non nel deep web, è quindi facilmente rintracciabile attraverso i normali motori di ricerca. Al suo interno, come documentato dagli esperti, sono stati catalogati e messi in vendita i filmati illecitamente sottratti da oltre duemila videocamere, trasformando momenti di vita quotidiana in merce di scambio per un giro d’affari illecito. Una pratica che, pur essendo stata ampiamente denunciata dalle testate giornalistiche nazionali, prosegue indisturbata: il sito, sebbene registrato nell’arcipelago di Tonga ma con contenuti in larga parte italiani, risulta ancora attivo e consultabile.

Tra i casi più eclatanti che hanno portato alla luce questo mercato sommerso vi è quello che ha coinvolto il conduttore Stefano De Martino e la compagna Caroline Tronelli. Un video intimo della coppia, ripreso dalle telecamere di sorveglianza installate nella residenza romana di lei, è infatti finito in rete dopo essere stato hackerato, a dimostrazione di come nessuno sia realmente al sicuro. Questo episodio, al di là della notorietà delle persone coinvolte, esemplifica perfettamente il modus operandi dei cyber-criminali, i quali sfruttano dispositivi a basso costo e spesso installati con scarse protezioni per violare gli spazi più personali.

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