Genova, la pressa si ribalta durante la movimentazione e uccide Paolo Gaggero, operaio di 61 anni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica di una giornata lavorativa qualunque, scandita dai ritmi di un capannone industriale, si è trasformata in tragedia a Genova Bolzaneto, dove un uomo di 61 anni, Paolo Gaggero, ha perso la vita schiacciato da una pressa. L’incidente, avvenuto questa mattina intorno alle 10.30 in via Sardorella, all’interno dello stabilimento della “Sva porte & finestre”, ha visto coinvolto un macchinario pesante che, secondo una prima e sommaria ricostruzione, si sarebbe ribaltato nel corso di alcune manovre. Sul posto, come da prassi per infortuni di questa gravità, sono intervenuti i sanitari del 118 con un’ambulanza della Croce Oro di Manesseno e l’automedica Golf2, ma per l’operaio, dipendente dell’azienda, non c’era ormai più nulla da fare.

Sull’accaduto, che rappresenta la prima morte sul lavoro registrata nel comune di Genova per questo 2026, indagano i carabinieri, chiamati a ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi. La pressa, il cui peso si aggirerebbe intorno alle cinque tonnellate secondo alcune fonti locali, non era semplicemente in funzione per la produzione ma si trovava in una fase di trasferimento: era stata venduta ad un‘altra ditta e, al momento dell‘incidente, alcuni operai specializzati stavano provvedendo alla sua movimentazione per consentire l‘imbraco da parte di un camion gru. Per cause ancora al vaglio della magistratura, rappresentata sul luogo dalla pm Gabriella Dotto, e dei tecnici dello Spresal (il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) di Asl3, l‘attrezzatura si è ribaltata, travolgendo Gaggero e non lasciandogli scampo.

Una vittima conosciuta, l’ultimo turno da volontario e il cordoglio delle istituzioni

La notizia della morte di Paolo Gaggero, che di anni ne avrebbe compiuti 62 e lascia un figlio maggiorenne, ha rapidamente fatto il giro della città, anche e soprattutto per il suo impegno nel mondo del volontariato. L’uomo, infatti, non era solo un operaio; era anche un soccorritore, e soltanto ieri aveva prestato il suo ultimo turno come volontario in una pubblica assistenza, un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di drammaticità a una vicenda già di per sé lacerante. La doppia vita di Gaggero, divisa tra il lavoro in fabbrica e la dedizione al prossimo, ha reso la sua scomparsa un lutto ancora più sentito, spingendo il presidente del Municipio Valpolcevera, Michele Versace, a lasciare un impegno istituzionale per recarsi immediatamente sul luogo della tragedia e testimoniare la vicinanza della comunità locale.

Il cordoglio istituzionale si è esteso rapidamente, con la sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha parlato di una ferita per l’intera città, sottolineando come il lavoro debba rimanere un luogo di dignità e tutela e non possa trasformarsi in un rischio per la vita. Parole di partecipazione al dolore della famiglia sono giunte anche dal presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari, e dai consiglieri regionali del Pd Armando Sanna e Federico Romeo, i quali hanno voluto esprimere il loro pensiero e la loro vicinanza umana ai colleghi e ai cari della vittima.

I sindacati: “Non è una fatalità, servono più controlli e formazione”

Se il dolore per la perdita di un uomo e di un volontario è il sentimento dominante nella sfera personale e istituzionale, dall’altra parte, quella sindacale, la reazione è stata immediata e intrisa di rabbia e di una domanda di giustizia che va oltre il singolo incidente. Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria, ha usato parole nette, rifiutando la narrazione della “fatalità” e definendo la vittima come l’ennesimo simbolo di un sistema che non protegge a sufficienza chi ogni giorno varca i cancelli di una fabbrica. La richiesta, avanzata con forza, è quella di un salto di qualità nei controlli, resi più rigorosi e frequenti, e in una formazione continua che non sia un mero adempimento burocratico.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espressa la Cgil di Genova, che in una nota ha sottolineato l’inaccettabilità di una strage che non accenna a fermarsi, chiedendo che la salute e la sicurezza diventino una priorità effettiva per le aziende. Il sindacato ha inoltre puntato il dito contro la cronica carenza di organico degli enti preposti alla vigilanza, i quali, con pochi strumenti a disposizione, faticano a garantire un servizio capillare e realmente efficace. Ancora più dura la presa di posizione della Uil Liguria e della Uiltucs, i cui rappresentanti, Giuseppe Gulli e Marco Callegari, hanno parlato senza mezzi termini di “omicidio”, sostenendo che la morte di Paolo Gaggero non fosse inevitabile e che dietro vi siano negligenze e responsabilità precise da accertare e perseguire.

I numeri della strage silenziosa e le indagini in corso

L’incidente di Bolzaneto non è un caso isolato nel panorama regionale, ma si inserisce in una statistica preoccupante che vede la Liguria, unica regione del Nord-Ovest, registrare un aumento dei morti sul lavoro rispetto all’anno precedente. Con le due vittime di Imperia e quella della Spezia, quella di Paolo Gaggero è la quarta tragedia professionale in Liguria dall’inizio dell’anno, un dato che alimenta il dibattito sulla sicurezza e sulla prevenzione. Per comprendere l’esatta dinamica di quanto accaduto in via Sardorella, gli inquirenti stanno ora ascoltando i testimoni presenti al momento del ribaltamento della pressa: il titolare dell’azienda di serramenti, alcuni dipendenti e i tre operai della ditta che avrebbe dovuto caricare il macchinario per portarlo via. Sarà fondamentale capire se le procedure di sicurezza per la movimentazione di un carico così pesante siano state rispettate e se vi siano state negligenze da parte di qualcuno dei soggetti coinvolti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.