Un colpo sotto le gambe che ha cambiato la storia: la Francia naufraga in Coppa Davis
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Redazione Sport
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In un palcoscenico di altissima tensione come la Coppa Davis, dove ogni scelta può riverberarsi sul destino di un’intera nazione, un singolo gesto, calibrato sul filo della spettacolarità e del rischio, ha determinato l’epilogo di un quarto di finale che lascerà un segno profondo. Corentin Moutet, tennista francese in procinto di consolidare un vantaggio apparentemente solido dopo la conquista del primo set, ha scelto l’attimo meno opportuno per tentare una giocata di pura fantasia, un colpo sotto le gambe che, invece di tramutarsi in un punto da antologia, si è risolto in un errore madornale. Quell’azione, nata forse dalla sovrabbondanza di sicurezza o da un calcolo maldestro, ha regalato un punto decisivo al belga Raphael Collignon, capovolgendo non solo le sorti del game ma anche l’inerzia psicologica dell’incontro, il quale, da lì in poi, ha visto il rappresentante transalpino incapace di riprendere il controllo delle operazioni.
Le conseguenze immediate sul tabellone
L’effetto domino di quell’istante, che i più critici non esiterebbero a definire avventato, ha avuto ripercussioni immediate sul tabellone della competizione, sancendo l’eliminazione della Francia e, di conseguenza, l’accesso del Belgio alla semifinale. La squadra belga, che ora si prepara a fronteggiare l’Italia, ha dunque trovato nel match contro i francesi un varco inaspettato, spalancato proprio da quella giocata fallita che ha privato Moutet della necessaria concentrazione per chiudere il secondo set, il quale, se aggiudicato, avrebbe probabilmente consegnato una vittoria ormai data per certa. La partita, che si disputava su un equilibrio precario, ha visto così mutare il proprio baricentro in favore di Collignon, il quale, approfittando del crollo dell’avversario, ha saputo gestire con freddezza il momento culminante.
Il Belgio, un avversario già noto per l'Italia
L’Italia, che attendeva di conoscere il proprio avversario, ritrova dunque una formazione con cui ha già incrociato le racchette in passato, e in tempi relativamente recenti. Solo poco più di un anno fa, infatti, le due nazionali si sono scontrate in una battaglia risoltasi a favore degli azzurri, i quali, in quell’occasione, poterono contare sull’affiatamento della coppia di doppio formata da Bolelli e Vavassori, autrice del punto che valse la vittoria. Quel precedente, se da un lato accredita l’Italia come favorita, non deve tuttavia indurre a sottovalutare una squadra belga che, guidata dal capitano Steve Darcis, ha dimostrato di possedere un carattere tenace e di saper cogliere le opportunità quando si presentano, come ampiamente dimostrato nell’incontro con la Francia.
Il peso della storia negli scontri diretti
Quello che si prospetta non è quindi un incontro dal pronostico scontato, nonostante i favori del pronostico gravitino sulla formazione italiana. Il bilancio storico degli scontri diretti, che vede l’Italia in vantaggio per sei vittorie a quattro, delinea un confronto sempre equilibrato, dove la differenza è spesso stata determinata da episodi singoli e dalla capacità di resistenza mentale. L’undicesimo capitolo di questa rivalità, che si giocherà per un posto nella finalissima, ripropone dunque elementi di grande interesse, a partire dalla reazione dei belga, galvanizzati da una qualificazione ottenuta con il coraggio, e da quella degli italiani, consci di dover gestire la pressione derivante dal ruolo di favoriti e dal fattore campo.




