Finanza climatica, la bozza della Cop 29 divide i Paesi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Alla Cop 29 dell'Azerbaigian, la pubblicazione della prima bozza sulla finanza climatica, redatta dalla presidenza guidata da Mukhtar Babayev, ha suscitato tensioni. Il documento, specchio delle discussioni in corso da anni, riflette la visione divergente tra i Paesi poveri, emergenti e in via di sviluppo e quelli ricchi. La giornata è iniziata con un clima di tensione, accentuato dalla pubblicazione dei documenti dei principali negoziati, che presentano ancora troppe opzioni sul tavolo.

Uno dei temi più controversi riguarda la quantità di risorse che i Paesi sviluppati dovrebbero destinare a quelli in via di sviluppo. La distanza tra i due blocchi è enorme e non ci sono posizioni di compromesso, ma solo proposte alternative. In serata, è atteso un nuovo testo di mediazione sul meccanismo finanziario Ncqg, ma le aspettative sono basse.

Il Commissario Ue per il clima ha definito la bozza dell'accordo sulla finanza "squilibrata, inattuabile e inaccettabile". La frustrazione è palpabile, soprattutto dopo che la giornata di ieri si era chiusa senza un documento finale. Stamattina, i giornalisti hanno ricevuto una bozza di dieci pagine, che dovrà mettere d'accordo tutte le parti nei prossimi due giorni, un'impresa ardua.

Nel frattempo, il ministro dell'Ambiente e delle Risorse Naturali dell'Azerbaigian, Mukhtar Babayev, ha sottolineato l'importanza di costruire uno spazio inclusivo e dinamico per il confronto tra il mondo giovanile e le istituzioni.

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