Al via Cop29 a Baku, tra finanza climatica e proteste

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Oggi, 11 novembre, ha preso il via a Baku, in Azerbaigian, la ventinovesima Conferenza delle Parti sul clima (Cop29), un evento annuale delle Nazioni Unite che riunisce rappresentanti di governi, organizzazioni internazionali, istituzioni finanziarie, settore privato e società civile per discutere e affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici. Quest'anno, la conferenza si concentra in particolare sulla finanza climatica, con l'obiettivo di definire nuovi fondi e strategie per contrastare la crisi climatica globale.

Barbara Marchetti, professoressa presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi eCampus, ha sottolineato l'importanza di stabilire nuovi target e di continuare con azioni mirate alla riduzione delle emissioni, in linea con quanto stabilito nell'Accordo di Parigi. La complessità di questa Cop risiede proprio nella necessità di trovare un equilibrio tra le esigenze finanziarie e gli obiettivi ambientali, un compito reso ancora più arduo dalla mancanza di partecipazione di molti leader dei paesi più ricchi, tra cui la Papua Nuova Guinea, che ha deciso di boicottare l'evento a causa dell'insufficiente impegno nella tutela delle foreste.

Parallelamente alle discussioni ufficiali, non sono mancate le proteste degli attivisti, che hanno colto l'occasione per chiedere giustizia climatica e un cessate il fuoco a Gaza. Le manifestazioni, caratterizzate da slogan come "Smettete di alimentare il genocidio" e "Cessate il fuoco ora, fine dell'occupazione", hanno puntato il dito contro la retorica e le promesse di cooperazione che, secondo gli attivisti, contrastano con un contesto di cambiamenti politici, guerre globali e difficoltà economiche.

Il manifesto dell'ITU, elaborato in collaborazione con governi, organizzazioni internazionali e settore privato, mette in evidenza il ruolo cruciale delle tecnologie digitali nella lotta ai cambiamenti climatici.

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