Como, blitz dei poliziotti della Mobile: sgominata la banda dei furti in appartamento
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Redazione Interno
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Una serie di effrazioni, che ha seminato allarme tra gli abitanti di numerosi comuni, è stata fermata dagli investigatori della Squadra mobile di Como i quali, al termine di un’attività investigativa scaturita dalle numerose segnalazioni, hanno eseguito due arresti. Gli agenti, concentrandosi sulle analoghe modalità operative riscontrate in diverse denunce, hanno ricostruito i movimenti di un uomo e di una donna, entrambi stranieri e privi di un regolare permesso di soggiorno, ritenendoli responsabili di un vero e proprio tour criminale che, solo nel corso dell’ultimo mese, avrebbe toccato non meno di quattordici appartamenti tra la provincia di Como, quella di Milano e persino un centro del Piacentino. L’operazione, che ha visto il fondamentale coordinamento della Procura della Repubblica di Como e, per gli aspetti legati alla convalida dei fermi, della Procura di Milano, ha permesso di sequestrare una parte del bottino, costituito da gioielli, oggetti di valore ed elettronica, riportando così un po’ di serenità in quelle case violate con spregiudicatezza.
Le modalità operative della coppia
La coppia, che vantava già diversi precedenti per reati contro il patrimonio, agiva con un metodo organizzato e ripetitivo, come spesso accade in casi di questo genere. I due, stando a quanto accertato dagli inquirenti, si muovevano a bordo di autovetture a noleggio, strumento utile a confondere le tracce, e mantenevano i contatti durante le azioni attraverso l’uso di apparecchi radio ricetrasmittenti. Questa tecnica, che consente una comunicazione immediata e più difficile da intercettare rispetto ai normali telefoni cellulari, denota una certa pianificazione delle attività illecite. La scelta degli obiettivi, apparentemente casuale, si concentrava su appartamenti che mostrassero assenza temporanea dei proprietari, permettendo così ai malviventi di agire con una relativa tranquillità e di portare a termine i colpi in tempi rapidi, asportando ciò che di più prezioso riuscivano a trovare.
L’episodio della tentata rapina impropria
Tra i vari reiti contestati, spicca un episodio di particolare gravità avvenuto nel centro cittadino di Como, durante il quale il furto in abitazione è degenerato in una tentata rapina cosiddetta “impropria”. In quella circostanza, i due, sorpresi all’interno dell’appartamento, non si sono limitati a fuggire ma hanno tentato di sottrarre con la forza oggetti di valore direttamente alle persone presenti, trasformando un reato contro la proprietà in un’aggressione contro la persona. Questo passaggio, che segna un’escalation pericolosa nel modus operandi, ha costituito un elemento decisivo per l’intervento delle forze dell’ordine e per l’applicazione di misure cautelari più severe, considerato l’elevato rischio di reiterazione di condotte violente.
Gli sviluppi giudiziari e la custodia cautelare
Al termine delle indagini, la posizione dei due arrestati è stata formalizzata con l’esecuzione dei fermi. L’uomo, trentatreenne, è stato condotto in carcere, mentre alla donna, quarantenne, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari da scontare presso la Casa circondariale di Milano-San Vittore, struttura che dispone di sezioni idonee a tale regime. Il sequestro degli oggetti rubati, frutto delle perquisizioni, non solo fornisce prove materiali decisive per il procedimento penale, ma avvia il percorso per la loro restituzione ai legittimi proprietari, chiudendo così, almeno in parte, il cerchio di un’esperienza traumatica che va ben oltre il danno economico.




