La morte di Cecilia De Astis e l’emergenza scolastica dei minori rom: Valditara richiama le famiglie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tragedia di Cecilia De Astis, la 71enne milanese investita e uccisa da un’auto rubata guidata da quattro minori rom tra gli 11 e i 13 anni, ha riportato alla luce un problema strutturale: la dispersione scolastica tra i bambini delle comunità rom, che a Milano raggiunge il 70%, con solo il 31% di frequenza alle elementari. Un dato allarmante, che il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha definito «inaccettabile», sottolineando come la responsabilità primaria ricada sulle famiglie.

«Piango per mio figlio e per la signora morta, ma sono solo bambini», ha detto la madre di uno dei ragazzini coinvolti, rompendo il silenzio dopo l’incidente avvenuto nel quartiere Gratosoglio. Quella sera, i minori erano usciti a piedi dal campo rom in cui vivono: «Se li avessimo visti in macchina, li avremmo fermati», ha aggiunto, difendendo il figlio undicenne. I quattro, già riaffidati ai genitori, erano stati identificati grazie alle magliette dei Pokémon indossate durante il furto, riprese dalle telecamere di un centro commerciale di Rozzano e confrontate con le immagini della vettura in corsa.

Le indagini hanno ricostruito una dinamica sconcertante: la sera prima dell’omicidio, i ragazzi avevano forzato la stessa auto rubando bagagli e dispositivi elettronici a turisti francesi. Il giorno dopo, il tredicenne del gruppo era tornato a prenderla con le chiavi di scorta, lanciandosi in una folle corsa con gli altri a bordo. L’impatto è stato inevitabile.

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