Donna travolta e uccisa a Milano, polemica tra Salvini e Sala: "Campo rom da radere al suolo"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La morte di Cecilia De Astis, 71 anni, investita lunedì mattina nel quartiere Gratosoglio da un’auto rubata guidata da quattro minorenni di origine rom, ha riacceso il dibattito sulla gestione degli insediamenti abusivi a Milano. I ragazzini, di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, provenivano dal campo rom di via Selvanesco, un’area da anni al centro di proteste per i ripetuti episodi di illegalità. Dopo l’incidente, invece di prestare soccorso, si sono dati alla fuga, lasciando la vittima senza aiuto.

La dinamica, ancora in fase di ricostruzione da parte degli investigatori, ha scatenato la reazione del vicepremier Matteo Salvini, che sui social ha chiesto lo sgombero immediato del campo: "Da radere al suolo, dopo anni di furti e violenze. Pseudo 'genitori' da arrestare e patria potestà da annullare". Un attacco diretto all’amministrazione milanese, cui ha fatto seguito la risposta del sindaco Giuseppe Sala: "Sulla morte di una persona in circostanze così terribili trovo vergognoso speculare, soprattutto da parte di alti rappresentanti del governo".

Il campo di via Selvanesco, dove vivono decine di famiglie in condizioni spesso ai limiti della legalità, è da tempo un nodo irrisolto per la città. I residenti della zona denunciano furti, degrado e una presenza costante di minori coinvolti in attività illegali, mentre le istituzioni locali tentano, senza successo, di trovare soluzioni definitive. Quello di ieri non è il primo episodio grave legato all’insediamento, ma la tragedia ha riportato sotto i riflettori un problema mai davvero affrontato.

L’auto coinvolta, una Citroën DS bianca con targa francese, era stata rubata la sera precedente a un turista. I quattro minori, individuati e poi affidati ai servizi sociali, potrebbero finire in un procedimento penale, seppure con le tutele previste per la loro età. Intanto, la vittima, originaria della Puglia e residente a Milano da anni, è diventata simbolo di una battaglia che va oltre la cronaca nera, toccando temi come sicurezza, integrazione e responsabilità politica.

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