Donna travolta al Gratosoglio, il campo rom abusivo è sotto accusa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una landa desolata nel cuore del parco Agricolo Sud, tra viale dei Missaglia e via Ripamonti, è diventata l’epicentro di una tragedia che ha scosso Milano. Da un accampamento abusivo di camper, sorto lo scorso novembre in via Selvanesco, provenivano i quattro minorenni – tre ragazzi e una ragazza – che l’11 agosto hanno travolto Cecilia De Astis, 71 anni, con un’auto rubata. La vittima, colpita mentre camminava in via Saponaro, nel quartiere Gratosoglio, non ha avuto scampo.

La dinamica, ricostruita dalle indagini, lascia poco spazio a dubbi: il veicolo, lanciato a velocità elevata, era stato sottratto poco prima. I quattro giovani, tutti tra gli 11 e i 14 anni, sono stati fermati poche ore dopo nel campo nomade, dove le forze dell’ordine hanno avviato perquisizioni. Quello che doveva essere un divieto di sosta – simboleggiato da una sbarra bianca e rossa – si è trasformato in un ennesimo simbolo di degrado, alimentando polemiche già accese.

Matteo Salvini, leader della Lega, non ha perso tempo: «Il campo rom è da radere al suolo», ha dichiarato, chiedendo uno sgombero immediato. La morte di De Astis, ha aggiunto, non è un semplice incidente, ma «il frutto di una catena di illegalità». Anche il governatore lombardo Attilio Fontana è intervenuto, definendo «assurdo» che minorenni di quell’età fossero alla guida di un’auto rubata. «Una tragedia che non può rimanere impunita», ha sottolineato, senza però entrare nel merito delle soluzioni proposte.

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