Il governo arretra sul Ponte di Messina, la Corte dei Conti mantiene i poteri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La spinta per sbloccare il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, uno dei cavalli di battaglia del ministro delle Infrastrutture, ha incontrato un muro costituzionale. Nel decreto legge sulle infrastrutture, la cui bozza era attesa in Consiglio dei Ministri, non troverà spazio, com'era stato inizialmente ipotizzato, alcuna limitazione dei poteri di controllo della Corte dei Conti sull'opera. Una preclusione che, stando a quanto appreso, maturerebbe proprio dopo un confronto istituzionale tra il ministro e il Presidente della Repubblica, il quale ha evidenziato i profili di criticità di un simile intervento normativo. Salvini ha confermato l'incontro con Sergio Mattarella, avvenuto alla vigilia del Consiglio, specificando di aver discusso "di infrastrutture e di olimpiadi", e quindi del merito del suo lavoro, e non di altre questioni.

Niente commissario straordinario, il nodo resta la delibera Cipess

A cadere nel vuoto, oltre all'ipotesi di ridimensionare i poteri della magistratura contabile – il cui ruolo di vigilanza sulla spesa pubblica resta quindi intatto –, è anche la previsione di nominare un commissario di governo con poteri speciali per accelerare le procedure. La figura, che alcuni indicavano come possibile "acceleratore" del progetto, non vedrà la luce. La responsabilità di traghettare l'iter ricade dunque completamente sul ministero, il quale dovrà preparare una nuova delibera da sottoporre al Cipess, il Comitato interministeriale che dovrà esaminarla e approvarla per far ripartire formalmente il cantiere, un passaggio amministrativo cruciale e non più derogabile.

La ristrutturazione dei commissari per le grandi opere

Parallelamente alla gestione del dossier Ponte, il governo procede con una riorganizzazione più ampia del sistema delle grandi opere, intervenendo sulla galassia dei commissari straordinari. Con un'operazione contenuta nello stesso decreto infrastrutture, viene infatti disposto lo scioglimento di numerose strutture commissariali che, nel corso degli anni, erano state istituite per seguire specifici cantieri da Nord a Sud, molti dei quali procedono a rilento. I compiti, le funzioni e i poteri di questi manager, nominati nelle passate legislature, confluiranno direttamente negli amministratori delegati delle società pubbliche di settore, come Anas per le strade e Rete Ferroviaria Italiana per le ferrovie, in un tentativo di razionalizzazione e normalizzazione amministrativa.

Un quadro normativo in evoluzione

La bozza del provvedimento, quindi, si presenta in una veste molto diversa rispetto a alcune anticipazioni. Se da un lato mira a riordinare il complesso mondo dei commissari per le opere pubbliche, dall'altro lascia del tutto immutato il perimetro di azione della Corte dei Conti sul Ponte di Messina, archiviando le ipotesi più spinte di accelerazione forzata. Il percorso per il Ponte, di conseguenza, dovrà seguire le ordinarie vie amministrative e di controllo, con il ministero chiamato a un lavoro tecnico e procedurale meticoloso per redigere la delibera definitiva da portare in Cipess, un passo senza il quale ogni annuncio rimarrebbe lettera morta.

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