Le pagelle di Moldova-Italia: Mancini risolve, Scamacca latita
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Redazione Sport
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L'Italia, che affrontava la trasferta moldava con una formazione ampiamente rinnovata, ha faticato non poco per piegare la resistenza degli avversari, riuscendo a trovare il gol della vittoria soltanto a due minuti dal termine di una partita altrimenti caratterizzata da una sterile dominanza. La squadra di Gattuso, il quale ha schierato un undici ultra offensivo fin dall'inizio, si è scontrata ripetutamente contro un muro difensivo ben organizzato, creando diverse occasioni ma senza la freddezza necessaria per concretizzarle, un aspetto che ha prolungato l'agonia fino agli istanti conclusivi e che consegna agli azzurri, ormai aritmeticamente secondi nel girone, l'obbligo dei playoff di marzo.
I protagonisti in difesa e a centrocampo
Tra i pali, Vicario ha vissuto una serata di quiete assoluta, senza essere chiamato a interventi significativi; una circostanza che, se da un lato parla della tenuta complessiva della retroguardia, dall'altro riflette il limitato potenziale offensivo incontrato. Sulla fascia destra, Bellanova ha proposto la sua solita corsia, mostrando però poche variazioni e un repertorio alquanto prevedibile, che non ha saputo scardinare con continuità la compatta formazione avversaria. Al centro della difesa, Mancini ha fornito una prova di solidità e di carattere, risolvendo una partita ostica con il gol di testa dell'88' dopo averne sprecata una simile nel primo tempo; al suo fianco, Buongiorno ha mostrato qualche segno di ruggine, apparendo non completamente a proprio agio contro attaccanti particolarmente dinamici.
L'attacco: luci e ombre
La delusione più marcata in fase realizzativa è stata senza dubbio Scamacca, il cui rendimento è apparso evanescente e lontano dai livelli che ci si aspetterebbe da un punto di riferimento avanzato; una prestazione che lo ha relegato a una figura quasi invisibile, tanto da meritare le valutazioni più basse. Di segno opposto il debutto assoluto di Pio Esposito, il quale, entrato nel finale, ha invece impresso la sua firma sulla partita siglando il raddoppio nei minuti di recupero e offrendo così uno spiraglio di ottimismo per il futuro prossimo dell'attacco azzurro. Altri, come Orsolini, non sono riusciti a lasciare il segno, confermando le difficoltà di un reparto che, nonostante i numeri e le giocate costruite, ha faticato in modo evidente nel momento decisivo della finalizzazione.
Il contesto generale e la via dei playoff
La vittoria, seppur arrivata, non cancella le perplessità emerse in un match che doveva essere, sulla carta, una passerella e che si è invece rivelato un supplizio, risolto solo dalla caparbietà di un difensore e dall'entusiasmo di un esordiente. L'immagine di un'Italia che circola palla ma spesso la rigira all'indietro senza trovare lo spiraglio, come evidenziato da alcune scelte di Vicario, richiederà una profonda analisi in vista dell'appuntamento cruciale dei playoff, dove un'interpretazione di gioco così poco incisiva e risoluta potrebbe rivelarsi un lusso non più permesso.




