Delitto Garlasco, i genitori di Chiara Poggi: «Hanno sporcato la sua memoria, per noi il colpevole resta Stasi»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A quasi vent'anni dall'omicidio di Chiara Poggi, i genitori della ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 sono tornati a parlare in televisione, rompendo un silenzio che durava da tempo. Giuseppe Poggi e Rita Preda sono stati ospiti di Silvia Toffanin a Verissimo, su Canale 5, per un'intervista esclusiva andata in onda domenica pomeriggio e riproposta in versione integrale in prima serata, dopo La Ruota della Fortuna.

È stata la prima volta che i due sono tornati in uno studio televisivo dopo la chiusura delle nuove indagini su Andrea Sempio, l'unico indagato nella inchiesta bis della Procura di Pavia.

«Un circo mediatico, nessuno parla di nostra figlia»

«Questo anno e mezzo è stato un circo mediatico, peggio della prima inchiesta. Nessuno parla di nostra figlia e noi siamo qui per ricordarla», ha esordito Rita Preda. La madre di Chiara ha raccontato di aver contato «sette trasmissioni televisive negli ultimi giorni» dedicate al caso, aggiungendo: «Mio marito segue tutto, io di meno. Io non ce la faccio, sono stanca. Sembra che esista solo Garlasco come notizia».

I genitori hanno anche riferito che il Comune ha vietato l'ingresso ai non residenti nella strada dove si trova la loro abitazione, per evitare l'assedio dei giornalisti.

La posizione sulla nuova indagine: «Prenderemo atto se ci sarà un altro colpevole»

Sul fronte giudiziario, i coniugi Poggi hanno ribadito la loro posizione con cautela ma fermezza. «Prenderemo atto se la giustizia troverà un nuovo colpevole. Ci sono stati cinque processi, ci sono stati ricorsi: fino a quando la giustizia non dirà un altro nome, per noi il colpevole è Stasi», ha dichiarato Giuseppe Poggi. La madre ha aggiunto che la famiglia è «rispettosa della sentenza della Giustizia italiana», che vede Alberto Stasi come responsabile della morte della figlia.

Il risarcimento e le polemiche

Nel corso dell'intervista è stato affrontato anche il tema del risarcimento. Giuseppe Poggi ha spiegato che esiste «un conto corrente intestato a tutti e tre», ovvero ai genitori e al fratello di Chiara, sul quale Alberto Stasi versa «i due quinti di quello che prende andando a lavorare». «I soldi sono là sul conto», ha precisato il padre, aggiungendo che se la giustizia disporrà la restituzione, «non sarà un problema restituirli».

I genitori hanno anche espresso il loro disappunto per le intercettazioni che li hanno riguardati e che sono state trasmesse in televisione: «Siamo stati intercettati e ci siamo sentiti umiliati che le abbiano trasmesse in tv».

Il ricordo di Chiara: «Era la prima Poggi a essersi laureata»

Il cuore dell'intervista è stato però il ricordo della figlia. «Era la prima Poggi a essersi laureata», ha detto il padre, mentre la madre ha ricordato: «Era riservata e indipendente. Quando studiava diceva "voglio fare la manager"». Giuseppe Poggi ha aggiunto che Chiara «non si accontentava di un 27 all'università perché diceva di valere di più e ridava l'esame».

L'ultima mattina insieme e il dolore che non passa

I genitori hanno ripercorso l'ultima volta in cui hanno visto la figlia, il 5 agosto 2007, la mattina della partenza per le vacanze in montagna. «Abbiamo fatto colazione insieme, poi lei è venuta sul cancelletto per salutarci, non voleva venire con noi. Le ho detto che se cambiava idea saremmo partiti mezz'ora più tardi, ma voleva stare a casa», ha raccontato Giuseppe Poggi. «Lei che saluta sul cancelletto è l'ultimo ricordo che ho di lei», ha aggiunto la madre. Il padre, visibilmente commosso, ha confessato: «Non ricordavo più la sua voce. E non l'ho mai sognata. Forse non è ancora il momento». E ancora: «Vorrei dirle tante cose dopo 19 anni, ma non ho avuto il coraggio. Adesso che ho la forza non posso più dirgliele. Ti voglio bene, come è stata brava, era una figlia perfetta. Era meravigliosa. Non gliel'ho mai detto, mi è rimasto qui. E adesso avrei la forza di dirglielo, ma posso dirlo solo alla fotografia».

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