Cremlino, grati agli Usa per l'invito a Putin al G20 di Miami

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Cremlino ha accolto con favore l'invito statunitense rivolto al presidente russo Vladimir Putin per il vertice del G20 in programma a Miami, in Florida, a dicembre 2026. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato all'agenzia Interfax che Mosca ha preso atto della proposta, ha espresso gratitudine alla parte americana e valuterà la questione attraverso i canali diplomatici. «Abbiamo preso atto dell'invito in questione, siamo grati alla parte statunitense e lo accogliamo con favore. Prenderemo una decisione e procederemo a lavorare sulla questione per via diplomatica», ha affermato Peskov.

L'annuncio dell'invito era arrivato dal segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha spiegato come il confronto diretto con interlocutori con cui esistono divergenze rappresenti, secondo Washington, uno strumento necessario per affrontare le questioni internazionali.

Rubio ha sottolineato che l'amministrazione Trump è disposta a dialogare con chiunque e che la visione del presidente si fonda più sul buon senso che sull'ortodossia politica: «Se si incontrano solo persone con cui si è d'accordo, gli incontri saranno anche piacevoli, ma non si arriva a nulla di concreto».

Il vertice e le priorità dell'agenda americana

Il G20 si terrà il 14 e 15 dicembre 2026 al Trump National Doral Miami, struttura di proprietà del presidente americano, e coinciderà con le celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti. La presidenza americana ha individuato tre priorità principali: la riduzione dei carichi normativi, la garanzia di catene di approvvigionamento energetico accessibili e sicure, e la promozione di nuove tecnologie e innovazione. Quattro gruppi di lavoro sono stati istituiti per sviluppare proposte concrete, con un focus anche sulle questioni commerciali.

La Polonia parteciperà come unico Paese ospite di pieno diritto, mentre il Sudafrica, che aveva ospitato il vertice nel 2025, non è stato invitato alle attività del G20 americano.

I colloqui in corso tra Mosca e Washington

L'invito a Putin si inserisce in una fase di intensa attività diplomatica tra Russia e Stati Uniti. All'inizio di settembre, il presidente russo aveva incontrato a Mosca l'inviato speciale americano Steve Witkoff e il genero del presidente Trump, Jared Kushner, in un colloquio durato oltre tre ore, definito dal Cremlino «sostanziale, costruttivo e molto franco». Nel corso dell'incontro erano stati affrontati non solo i temi legati al conflitto in Ucraina, ma anche questioni economiche e potenziali progetti di collaborazione bilaterale su larga scala.

Witkoff e Kushner si erano poi recati a Kiev per riferire alle autorità ucraine le valutazioni ricevute da Putin.

In parallelo, l'inviato presidenziale russo per la cooperazione economica con l'estero, Kirill Dmitriev, si è recato negli Stati Uniti per incontrare Witkoff e Kushner a New York, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. La visita, concordata con Putin, è finalizzata a mantenere aperto il dialogo tra i due Paesi e a proseguire gli sforzi per una soluzione diplomatica del conflitto ucraino. Sul tavolo anche questioni energetiche e prospettive di cooperazione economica.

Nella stessa cornice, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha incontrato il segretario di Stato Rubio, ribadendo la necessità di ripristinare condizioni normali per le rispettive missioni diplomatiche.

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