Mistero Lavrov, il kremlino smentisce la caduta in disgrazia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'assenza ripetuta del ministro degli Esteri Sergej Lavrov da alcuni appuntamenti diplomatici di primo piano ha acceso, nelle scorse settimane, un dibattito sul suo ruolo all'interno del establishment russo. La sua mancata partecipazione al vertice Asean, l'annuncio che non guiderà la delegazione al prossimo G20 e, soprattutto, la singolare assenza durante una riunione del Consiglio di Sicurezza hanno costituito, per molti osservatori e per alcuni canali d’opposizione, un segnale politico inequivocabile. Secondo queste voci, il diplomatico avrebbe ormai perso i favori del presidente, finendo in una condizione di isolamento che molti hanno definito, senza mezzi termini, una "caduta in disgrazia".

La telefonata che ha cambiato tutto

Le speculazioni troverebbero una loro ragion d'essere in un episodio preciso, ossia la conversazione telefonica intercorsa lo scorso 21 ottobre tra Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio. Quel colloquio, che avrebbe dovuto preparare il terreno per un atteso vertice tra Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Budapest, avrebbe invece prodotto un esito diametralmente opposto. Si ritiene, infatti, che Rubio sia riuscito a convincere Trump sull'inopportunità dell'incontro, facendo leva sulla posizione irremovibile di Mosca riguardo alla guerra in Ucraina. Il tentativo di dialogo diretto tra i due leader, pertanto, si è arenato, e la responsabilità di questo fallimento sarebbe stata addebitata proprio al capo della diplomazia russa.

Le smentite ufficiali del Cremlino

Di fronte al moltiplicarsi delle voci, il portavoce del Cremlino è intervenuto con veemenza per etichettare come "false" le ricostruzioni che vedrebbero Lavrov in disgrazia. Peskov ha ribadito con forza che il ministro "continua a lavorare pienamente", cercando di porre fine alle illazioni che dipingono un rapporto ormai compromesso con Putin. Questa netta smentita ufficiale, tuttavia, non è bastata a dissolvere completamente il velo di mistero che avvolge la situazione, lasciando spazio a interpretazioni sulle reali dinamiche di potere all'interno del Palazzo.

Lo stallo diplomatico tra Washington e Mosca

Il contesto in cui si inserisce la vicenda personale di Lavrov rimane estremamente teso, con le relazioni tra Russia e Stati Uniti che toccano un nuovo punto di congelamento. L'annuncio da parte americana di una ripresa dei test sulle armi nucleari ha innescato una replica immediata da Mosca, allontanando ulteriormente la già flebile prospettiva di un vertice cosiddetto "di pace" dedicato al conflitto in Ucraina. Il Cremlino ha confermato che, allo stato attuale, non sussistono le condizioni minime per organizzare un simile incontro tra Putin e Trump, segnando di fatto una battuta d'arresto in un dialogo che non sembra trovare alcuno spiraglio.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.