Mistero Lavrov, il kremlin smentisce la caduta in disgrazia
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Redazione Esteri
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L'assenza ripetuta del ministro degli Esteri Sergej Lavrov da alcuni appuntamenti diplomatici di primo piano ha acceso i riflettori sul suo ruolo all'interno del Cremlino, sollevando interrogativi che il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha definito "infondati". Peskov, intervenendo per tacitare le voci, ha ribadito con forza che Lavrov "continua a lavorare pienamente", respingendo così le speculazioni circa un suo possibile isolamento politico. Queste ultime, circolate con insistenza su alcuni media e canali Telegram dell'opposizione, dipingevano un quadro di tensioni con il presidente Vladimir Putin, suggerendo una repentina perdita di influenza del diplomatico.
Le assenze che hanno fatto discutere
A dare alimento alle congetture, una serie di assenze inopportune che hanno visto il veterano della politica estera russa non guidare la delegazione al vertice Asean lo scorso ottobre, oltre alla decisione di non farlo rappresentare Mosca al prossimo G20. L'episodio più eclatante, tuttavia, è stato la sua mancata partecipazione al Consiglio di Sicurezza, un forum nel quale la sua presenza era considerata pressoché scontata. Qualcuno, osservando queste dinamiche, ha parlato di una "caduta in disgrazia", ipotizzando una correlazione con il rinvio del previsto vertice tra Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe annullato l'incontro di Budapest dopo essere stato persuaso dal segretario di Stato Marco Rubio a seguito di un colloquio con lo stesso Lavrov.
Il contesto internazionale teso
Mentre il mistero attorno alla figura di Lavrov si infittiva, il quadro internazionale rimaneva estremamente teso, con Mosca che ha minacciato ritorsioni dopo le dichiarazioni di Trump sui test atomici "su base paritaria". Sul fronte ucraino, intanto, le forze russe intensificano la pressione sulla strategica città di Pokrovsk, nell'est del paese, dove i combattimenti infuriano nelle strade nonostante Kiev smentisca categoricamente le affermazioni secondo cui le sue truppe sarebbero state circondate. In questo scenario, la visita del presidente Volodymyr Zelenskyy a un quartier generale ubicato a pochi chilometri dal fronte ha simbolicamente sottolineato la gravità della situazione.
Le smentite e la realtà dei fatti
Nonostante le categoriche smentite del Cremlino, che bollano come "falso" qualsiasi scenario che veda Lavrov emarginato, la sequenza degli eventi continua a porre domande alle quali non è stata ancora data una spiegazione ufficiale esaustiva. La situazione, per quanto riguarda il capo della diplomazia, appare dunque in divenire, con il suo ritorno sulla scena pubblica che sarà cruciale per dissipare definitivamente le ombre che lo avvolgono. Nel frattempo, le operazioni militari proseguono senza sosta, come dimostra il presunto attacco russo sulla città di Kamianske, che avrebbe causato diversi feriti e lo scoppio di incendi, in un conflitto la cui fine non sembra ancora profilarsi.




