Ferrari, il podio di Spa e le ambizioni per l'Ungheria: Vasseur frena gli entusiasmi
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Redazione Sport
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Il Gran Premio del Belgio si è chiuso con un risultato che, sulla carta, appariva quanto meno improbabile. Il circuito di Spa-Francorchamps, con i suoi lunghi rettilinei e le curve ad alta velocità, rappresentava infatti lo scenario più temuto per le caratteristiche della SF-26, eppure la Ferrari ha saputo trasformare una potenziale crisi in un'opportunità, portando a casa un podio con Charles Leclerc e una rimonta di Lewis Hamilton che sa di rivalsa.
Il team principal Frederic Vasseur, da par suo, ha accolto il bottino di 30 punti – cinque in più della Mercedes vincente – con il suo tipico realismo, senza lasciarsi trascinare da facili entusiasmi ma riconoscendo il valore di un fine settimana complesso gestito al meglio dalla squadra.
Un risultato oltre le aspettative
Le previsioni della vigilia dipingevano un quadro fosco per la Scuderia di Maranello, con Silverstone e Spa considerate due tappe proibitive per via dell'alto carico energetico richiesto alle vetture. E invece, come ha ammesso lo stesso Vasseur, la Ferrari ha stupito, lottando per le prime posizioni e conquistando un secondo posto che profuma di vittoria morale.
Il margine dai rivali, sebbene ancora tangibile, non è apparso incolmabile: una differenza che ha permesso a Leclerc di rimanere incollato alla Mercedes di Kimi Antonelli per gran parte della gara, alimentando la speranza di un colpo gobbo fino all'ultimo giro, come ha raccontato il monegasco a fine corsa.
L'analisi di Vasseur e le insidie ungheresi
Nonostante il risultato positivo, Vasseur ha voluto mantenere i piedi per terra, sottolineando come la prestazione sia stata in linea con le attese: ci si aspettava di essere più lenti delle Mercedes e così è stato, anche se la distanza non si è rivelata proibitiva. Il francese ha invece subito proiettato lo sguardo verso il prossimo appuntamento, il Gran Premio d'Ungheria a Budapest, che chiuderà il trittico di gare prima della pausa estiva.
Sulla carta, l'Hungaroring, con le sue curve lente e medie, potrebbe sposare meglio le caratteristiche della SF-26, ma il team principal ha subito smorzato i toni: "Sulla carta la pista magiara è leggermente favorevole a noi, ma poi il risultato deriva da una buona esecuzione: non è scontato che vinceremo nel prossimo weekend, ma ci proveremo".
Il pacchetto di aggiornamenti e la crescita
A dare fiducia a Vasseur è il lavoro portato avanti a Maranello, dove nelle ultime gare è stato introdotto un pacchetto di aggiornamenti che sembra aver pagato, migliorando le prestazioni della vettura su tracciati difficili. Il vero banco di prova sarà proprio l'Ungheria, un circuito che richiede un carico aerodinamico massimo e che metterà alla prova la bontà degli sviluppi sulla SF-25 aggiornata.
Il team principal ha però voluto ribadire che il margine di miglioramento è ancora ampio e che per lottare stabilmente per la vittoria sarà necessario essere perfetti nell'esecuzione del weekend, senza commettere errori e con una strategia pulita, come del resto si è visto nelle ultime uscite in cui la gara è stata spesso decisa da dettagli e circostanze particolari.
L'obiettivo, quindi, non è sognare ma continuare a lavorare con la stessa intensità, consapevoli che il potenziale c'è e che, se sfruttato al meglio, può permettere alla Ferrari di recitare un ruolo da protagonista anche in Ungheria e nel prosieguo della stagione. Il messaggio di Vasseur è chiaro: la strada intrapresa è quella giusta, ma la concorrenza è agguerrita e ogni passo falso può costare caro.




