Audizioni parlamentari dei commissari europei, tensioni e sfide
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
BRUXELLES – Si avvicina la conclusione del ciclo di audizioni parlamentari dei commissari designati nella nuova Commissione europea, un percorso finora scorrevole ma che la prossima settimana affronterà momenti decisivi. I socialisti, infatti, rumoreggiano e mettono in forse la maggioranza che ha garantito la fiducia alla presidente Ursula von der Leyen, pronti a scombussolare gli equilibri europei mentre a Washington si appresta a governare Donald Trump.
Il caso di Olivér Várhelyi, candidato nazionalista ungherese a cui è stato affidato il portafoglio della salute, rappresenta uno dei nodi più delicati. L'incastro delle nomine, tra cui quella di Fitto, e i pericoli per l'Unione, stanno per giocarsi una complicata partita di tetris che impegna i capi di Stato e di governo, decisi a evitare una drammatica crisi dell’Ue. Sebbene spetti all’Europarlamento dare il gradimento ai commissari dell’Unione, sono le cancellerie nazionali a guidare le mosse.
Tre sono le nomine cruciali: l’ungherese Várhelyi, l’italiano Fitto e la spagnola Ribera. Fitto, in particolare, va all’esame finale con il soccorso dei popolari: i sì sono 19, uno è in forse e sei sono ancora da valutare. La grande tregua siglata dai gruppi dell’Eurocamera alla vigilia delle audizioni di conferma dei commissari della nuova squadra guidata da Ursula von der Leyen arriva ora all’ultimo giro di boa.
Martedì prossimo sarà il turno dell’esame parlamentare dei sei candidati alla vicepresidenza esecutiva della Commissione, tutti pesi massimi dei rispettivi gruppi, destinati all’ultimo giorno della procedura e, nel frattempo, tenuti al riparo da possibili agguati e incidenti di percorso.




