Braathen vince ancora a Kranjska Gora, Odermatt è quinto. Vinatzer e gli azzurri lontani
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Redazione Sport
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La Podkoren di Kranjska Gora, teatro abituale di battaglie tra i gigantisti, ha incoronato per la seconda volta consecutiva Lucas Pinheiro Braathen. Il brasiliano, che da queste parti aveva già impressionato nella prima manche, ha confermato di essere in uno stato di grazia assoluto dopo l’oro olimpico di Bormio, gestendo con la freddezza dei campioni il vantaggio costruito nella frazione iniziale. Il suo tempo totale di 2'11"95, frutto di un primo parziale da manuale e di una seconda discesa sufficientemente controllata per tenere a bada gli inseguitori, gli è valso la seconda vittoria stagionale in Coppa del Mondo nella specialità, la settima in carriera. Alle sue spalle, la classifica racconta di una rimonta firmata Svizzera, con Loïc Meillard capace di scalare posizioni fino a issarsi al secondo posto, fermando il cronometro a 54 centesimi dal vincitore; una prestazione, quella del vallesano, che gli è valsa il trentacinquesimo podio in carriera. Sul gradino più basso del podio è salito l'austriaco Stefan Brennsteiner, staccato di 80 centesimi e autore di una seconda manche in cui ha dovuto lottare per difendere la posizione.
L’enigma Odermatt e la classifica di specialità che si riapre
Se la vittoria di Braathen era nell’aria dopo la prima manche, ciò che sorprende è la posizione di colui che il gigante maschile lo ha dominato negli ultimi anni. Marco Odermatt, il fuoriclasse elvetico che aveva fatto della Podkoren una sorta di feudo personale, è scivolato al quinto posto finale. Per lui un distacco pesante, un secondo e trentatré centesimi dal leader, che acquista un significato ben più ampio della singola gara. Il suo vantaggio nella classifica di specialità, che sembrava incolmabile, si è improvvisamente assottigliato: Braathen, con i cento punti della vittoria, è ora a sole quarantotto lunghezze dallo svizzero. Una forbice minima che trasforma l’ultimo gigante in programma, quello delle finali di Hafjell in Norvegia, in una vera e propria resa dei conti, con il brasiliano che può legittimamente sperare di strappare un trofeo che sembrava saldamente nelle mani di Odermatt.
La cronaca di una gara e la débâcle azzurra
La gara slovena, valida come penultima tappa della stagione del gigante, ha offerto spunti tecnici di rilievo. La seconda manche, in particolare, ha visto la rimonta del norvegese Atle Lie McGrath, autore del miglior parziale di frazione, che gli è valsa la risalita fino alla quarta posizione, complice anche un calo di rendimento di alcuni dei suoi avversari diretti. La lotta per le posizioni di vertice ha coinvolto nomi noti come Henrik Kristoffersen, settimo, e il rientrante Marco Schwarz, quarto al termine della prima manche ma capace di limitare i danni chiudendo quarto. Ben altra musica, purtroppo, per i colori azzurri. La prova degli italiani è stata complessivamente opaca e lontana dalle zone nobili della classifica. A guidare il drappello italiano è Filippo Della Vite, ventesimo a oltre due secondi da Braathen, che conferma la necessità di un ulteriore step di crescita per competere stabilmente con i migliori. Più attardati ancora Alex Vinatzer, ventiseiesimo, e Giovanni Borsotti, ventinovesimo, mentre Luca De Aliprandini e Tobias Kastlunger, rispettivamente trentanovesimo e quarantaduesimo, non sono riusciti a centrare nemmeno la qualificazione alla seconda manche, certificando un pomeriggio di astinenza per la squadra italiana, chiamata ora a riflettere in vista degli appuntamenti conclusivi della stagione.




