Intelligenza artificiale, Mattarella: “A rischio la centralità dell’uomo”. Meloni: “Servono regole globali”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto il messaggio di auguri a Papa Leone XIV per il suo compleanno per lanciare un nuovo allarme sui rischi legati all’intelligenza artificiale. Nel testo inviato al Pontefice, il capo dello Stato delinea un quadro internazionale segnato da tensioni e disuguaglianze crescenti, nel quale le nuove tecnologie finiscono per amplificare pericoli già esistenti.

«Le nuove tecnologie dischiudono possibilità inusitate, ma rischiano anche di mettere a repentaglio la centralità dell’essere umano, allargando disparità sociali ed economiche già in essere», ha scritto Mattarella, citando poi l’enciclica Magnifica Humanitas, dedicata proprio all’impatto dell’IA e pubblicata da Leone XIV nello scorso maggio.

Il richiamo all’enciclica e al magistero del Pontefice

Nel suo intervento, Mattarella ha fatto riferimento al magistero di Papa Leone XIV, che nel documento Magnifica Humanitas affronta i dilemmi posti dall’intelligenza artificiale alla custodia della persona umana. Il presidente ha spiegato come, di fronte a tali incertezze, «donne e uomini di buona volontà in tutto il mondo guardano con speranza all’alto Magistero della Santità Vostra», che sollecita «all’accettazione del limite e della fragilità umani, senza considerarli un errore da correggere».

Il ragionamento del capo dello Stato si è poi spostato sulla costruzione della coscienza morale e civica come premessa necessaria per rispettare la dignità di ogni persona. «Sono questi gli antidoti al rischio che l’umanità ricada in tragici e fatali errori del passato», ha aggiunto.

La posizione della premier: umanesimo tecnologico e standard vincolanti

Sul fronte opposto, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilanciato la sua proposta di un «umanesimo tecnologico» che ponga l’uomo, i suoi diritti e i suoi bisogni al centro dello sviluppo digitale.

In un intervento tenuto al G7 di Évian-les-Bains e pubblicato nei giorni scorsi, la premier ha chiesto di concordare «standard globali vincolanti per la tracciabilità dei contenuti generati da AI», ponendo una domanda diretta ai leader internazionali: «Siamo disposti a concordare standard globali vincolanti, o lasciamo che il mercato decida da solo cosa debba contare come vero?».

Meloni ha spiegato che l’intelligenza artificiale non è semplicemente l’ennesima rivoluzione industriale, ma «la rivoluzione tecnologica più dirompente della storia del genere umano», perché per la prima volta deleghiamo a una macchina una funzione che ha definito la specificità umana: il pensiero.

Lavoro, agenti autonomi e tutela della verità

La premier ha articolato il suo intervento su tre linee di faglia cruciali. Il primo tema è la dignità del lavoro: il reskilling è necessario ma non sufficiente, perché se l’IA sostituisce il lavoro su larga scala, gli Stati perdono le entrate con cui finanziano la loro stessa capacità di risposta. «Chi perde il lavoro non paga contributi. Chi non lavora non versa imposte sul reddito. Tuttavia, il valore non scompare: si concentra nelle mani di un ristretto numero di soggetti», ha osservato.

Il secondo punto riguarda il salto dagli attuali sistemi agli agenti autonomi che pianificano, decidono e agiscono senza supervisione umana passo per passo. «Quando uno di questi agenti causa un danno, e accadrà, chi è responsabile?», ha chiesto Meloni, sottolineando che oggi la risposta è «nessuno». Infine, la tutela dei dati e della persona: la premier ha invocato sistemi di filigrana digitale e certificazione degli utenti per proteggere la verità dall’assedio della finzione.

Il contesto internazionale e il dibattito in corso

Le dichiarazioni del capo dello Stato e della presidente del Consiglio si inseriscono in un dibattito globale che nelle ultime settimane ha coinvolto i vertici delle principali aziende tecnologiche. L’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha invitato a rallentare il ritmo di sviluppo dell’intelligenza artificiale, avvertendo che i progressi sono «drasticamente più rapidi» e che i sistemi potrebbero diventare capaci di auto-miglioramento ricorsivo, superando la capacità umana di comprenderli e controllarli.

L’appello ha trovato il sostegno di Elon Musk e Sam Altman, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato le posizioni di chi vuole frenare l’innovazione, sostenendo che «chi vince nel campo dell’IA, vince su tutti».

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