Israele chiude il corridoio di Netzarim e isola Gaza City, annunciando "l'ultima occasione" per i civili

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che per i residenti di Gaza city che intendono spostarsi verso sud si presenta quella che ha definito “l’ultima occasione” per farlo, lasciando così, secondo le sue parole, “i terroristi di Hamas isolati nella città”. L’annuncio giunge in un momento in cui l’operazione delle Israel Defense Forces prosegue, come ha sottolineato Katz, “con piena intensità”, mentre l’esercito sta completando in queste ore la presa del corridoio di Netzarim fino alla costa.

Controllo operativo e divisione di Gaza

La situazione sul terreno appare in rapida evoluzione, con le forze israeliane che hanno ormai assunto il controllo operativo di quell’arteria strategica nel nord della Striscia, di fatto sezionando il territorio tra nord e sud e imponendo uno stop agli spostamenti dalla parte meridionale. Questa mossa, che il ministro ha descritto come la creazione di una “enclave tagliata in due”, rappresenta uno sviluppo significativo nell’assetto militare del conflitto, il cui impatto immediato si riflette nella sospensione delle attività della Croce Rossa all’interno della città. Secondo quanto riferito dall’Idf, sarebbero già oltre ottocentomila le persone che hanno abbandonato l’area urbana.

Combattimenti incessanti e vittime civili

I combattimenti, nel frattempo, non accennano a diminuire di ferocia. I bombardamenti e le operazioni di terra continuano a ritmo serrato, causando, secondo fonti locali, la morte di almeno cinquantuno palestinesi dall’alba di oggi. La notte scorsa non è stata da meno, con due massacri di famiglie registrati nella città di Gaza, episodi che si aggiungono a un bilancio umanitario già gravissimo. Tra gli obiettivi colpiti, si segnala una tenda di sfollati nel cortile dell’ospedale al-Aqsa, un fatto che contribuisce a delineare un quadro di insicurezza generalizzata per la popolazione civile.

Uno scenario bellico e la stasi diplomatica

Il conflitto, che prosegue ormai da centinaia di giorni, vede le forze israeliane condurre una campagna aerea e di artiglieria descritta come implacabile, con decine di attacchi che prendono di mira case, rifugi e persino autoveicoli carichi di civili in movimento. Questo scenario bellico si sviluppa in un contesto diplomatico ancora in stallo, in attesa di una risposta di Hamas al piano per il cessate il fuoco che è stato elaborato. L’avanzata israeliana, che si appresta a consolidare il proprio controllo sul corridoio costiero, sembra dunque voler marcare un punto di non ritorno, intensificando la pressione militare mentre le vie di fuga si restringono.

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