Manovra, Cgil denuncia tagli al Fondo sanitario nazionale

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La Cgil ha lanciato un allarme riguardo al Fondo sanitario nazionale (Fsn), evidenziando come questo non sia mai stato così basso e prevedendo ulteriori tagli. Secondo il sindacato, sono tre le azioni prioritarie da intraprendere: aumentare progressivamente il Fsn fino ad almeno il 7,5% del Pil a partire dal 2027; riconoscere il valore di chi tutela e genera salute attraverso un piano straordinario di assunzioni, la valorizzazione economica e professionale del personale del Ssn, iniziando dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) e il reale superamento dei tetti alla spesa sul personale; realizzare la piena e omogenea attuazione della riforma dell’assistenza territoriale.

Nonostante le critiche, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha dichiarato che i fondi per la sanità saranno incrementati di 35 miliardi nei prossimi cinque anni. Tuttavia, il Partito Democratico (Pd) ha contestato questa affermazione, sostenendo che l'unica spesa che cresce è quella per il settore privato. Il vero problema, secondo il Pd, non è tanto il volume delle risorse, quanto la loro efficace allocazione e utilizzo, evidenziando la disparità nei servizi sanitari tra le diverse regioni italiane.

Durante le audizioni in commissione bilancio, è emerso che il governo non investe nella sanità pubblica e utilizza le poche risorse disponibili per favorire quella privata. Enrico Flaccadoro, presidente di sezione della Corte dei Conti, ha chiarito che, sebbene la spesa sanitaria aumenterà, cresceranno anche il Pil e i prezzi, rendendo l'incremento meno significativo. La situazione è ulteriormente complicata dalle recenti manovre del governo, che mirano a migliorare le condizioni economiche del personale sanitario e a rendere più attrattivo il servizio sanitario pubblico, soprattutto nei settori di maggior disagio.

La Cgil e il Pd continuano a sollecitare un maggiore impegno da parte del governo per garantire un adeguato finanziamento del Ssn, sottolineando l'importanza di una distribuzione equa ed efficace delle risorse per superare le disparità regionali e migliorare complessivamente il sistema sanitario nazionale.

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