Diesel più caro della benzina dal 2026, si inverte la storia dei carburanti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un capitolo significativo della mobilità italiana, quello che per decenni ha visto il gasolio primeggiare per convenienza, si appresta a chiudersi definitivamente. La bozza della manovra economica governativa, che anticipa il piano quinquennale stabilito da un decreto di marzo, introduce una svolta epocale a partire dal primo gennaio 2026: l'allineamento delle accise sui due carburanti. Questa mossa, tecnicamente ineccepibile ma dirompante nelle sue conseguenze pratiche, porterà l'imposta sia sulla benzina che sul gasolio a essere fissata a 672,90 euro per ogni mille litri, uniformando un trattamento fiscale che finora ha sempre favorito il diesel.

Il meccanismo che ribalta i prezzi alla pompa

L'operazione, che il Parlamento è chiamato a ratificare con la legge di Bilancio, si traduce in uno scambio di posizioni ai nastri di partenza del nuovo anno. Il prezzo della benzina, infatti, beneficerà di un taglio dell'accisa che si stima nell'ordine di quattro centesimi al litro, mentre quello del gasolio, al contrario, subirà un incremento di pari entità. Una forbice di otto centesimi, che nasce dalla differenza attuale, destinata a colmarsi completamente, azzerando il vantaggio economico che ha sempre spinto molti automobilisti verso i motori a gasolio, nonostante il loro minor consumo chilometrico.

Le ripercussioni immediate per chi fa il pieno

Fino alla fine del 2025, possedere un'auto diesel significava, in linea di massima, risparmiare sul costo per chilometro, grazie a un prezzo di vendita al dettaglio storicamente più basso della "verde" e a consumi generalmente inferiori. Con l'entrata in vigore del nuovo regime fiscale, quel calcolo perde di validità. Se ne va, per usare un'espressione colloquiale, "la pacchia", perché se da un lato i motori continueranno a essere più parchi, dall'altro il costo per rifornirli supererà, per la prima volta dopo anni, quello della benzina, rendendo il pieno un'operazione più onerosa.

Uno scenario che non suona più nuovo

Sebbene l'idea di un diesel più costoso possa apparire come un'assoluta novità per le generazioni più giovani di automobilisti, la memoria storica ricorda che non è sempre stato così. Ci sono stati periodi, nel passato, in cui le dinamiche di mercato o interventi normativi temporanei avevano già invertito le posizioni, dimostrando come nessuna gerarchia di prezzo sia scolpita nella roccia. La misura governativa, che si inserisce in un più ampio disegno su energia e ambiente che include incentivi per le rinnovabili e nuovi fondi per il clima, sembra però destinata a rendere strutturale questa nuova realtà.

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