A Taranto il sindaco si dimette dopo le proteste degli ambientalisti, caos nel centrosinistra
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Redazione Interno
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Pietro Bitetti, sindaco di Taranto, ha rassegnato le dimissioni dopo appena due mesi di mandato, travolto dalle proteste degli attivisti ambientalisti contrari alla riconversione dell’ex Ilva. L’episodio che ha accelerato la decisione è avvenuto a Palazzo di Città, dove un gruppo di manifestanti ha bloccato per ore il primo cittadino, contestando l’Accordo di Programma sul futuro dello stabilimento siderurgico. La maggioranza comunale, già divisa al suo interno, ha chiesto l’annullamento del Consiglio previsto e si è opposta alla firma dell’intesa con il governo, in programma domani con il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.
La posizione del centrosinistra pugliese, che da tempo ostacola il rilancio dell’ex Ilva, ha ulteriormente aggravato le tensioni politiche locali. Mimmo Lardiello, coordinatore vicario di Forza Italia a Taranto, è intervenuto per chiedere che Bitetti torni immediatamente in carica, evitando vuoti di potere in una fase già critica per la città. "È doveroso ribadire la solidarietà all’istituzione, prima ancora che all’uomo o al politico", ha dichiarato, sottolineando la necessità di ripristinare stabilità.




