Taranto, il sindaco Bitetti si dimette dopo 40 giorni: "Inagibilità politica"
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Redazione Interno
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Piero Bitetti ha rassegnato le dimissioni da sindaco di Taranto a poco più di un mese dall’insediamento, avvenuto il 17 giugno scorso dopo la vittoria al ballottaggio contro Francesco Tacente, candidato del centrodestra. La decisione, annunciata con una lettera depositata all’Ufficio Protocollo, è stata motivata da quella che lo stesso Bitetti ha definito «inagibilità politica», una condizione che avrebbe reso impossibile il proseguimento del mandato.
La crisi, esplosa in seguito a un confronto pubblico sull’ex Ilva, ha raggiunto il culmine quando gruppi di cittadini e attivisti ambientalisti hanno contestato il primo cittadino all’esterno del Comune, intonando slogan come «Vogliamo vivere, Bitetti non firmare». Le proteste, che hanno trasformato la serata in un braccio di ferro tra istituzioni e società civile, sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Bitetti, che aveva in programma un Consiglio comunale per il 30 luglio per discutere dell’accordo di programma sull’ex stabilimento siderurgico, ha scelto di abbandonare l’incarico dopo un lungo colloquio con le parti coinvolte. Nella lettera, ha sottolineato l’impossibilità di operare in un clima così polarizzato, segnato da tensioni che hanno reso insostenibile la sua posizione.
La sua elezione, avvenuta con il sostegno di una coalizione eterogenea, aveva suscitato aspettative in una città da anni divisa tra esigenze occupazionali e istanze ambientaliste. Ma la gestione del dossier Ilva, che da anni grava su Taranto tra polemiche giudiziarie e allarmi sanitari, si è rivelata un terreno minato.




