Missili iraniani su Be’er Sheva, sfiorata la sede Microsoft: sei feriti lievi
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Redazione Esteri
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Una colonna di fumo si è alzata oggi nei pressi dell’edificio Microsoft a Be’er Sheva, nel sud di Israele, dopo che missili balistici iraniani hanno colpito la città. Le immagini diffuse dai media locali mostrano auto in fiamme e vetri infranti, mentre le autorità israeliane, pur non segnalando vittime, confermano almeno sei feriti lievi e l’evacuazione immediata della zona. L’attacco, che ha danneggiato infrastrutture civili e tecnologiche, rientra nell’escalation di tensioni tra Israele e Iran, con Teheran che rivendica la rappresaglia come «punizione» contro lo «Stato sionista».
Non lontano dal quartiere tecnologico, un altro missile ha colpito l’ospedale Soroka, già al centro delle cronache per i precedenti bombardamenti. Benjamin Netanyahu, visitando la struttura, ha parlato delle «sofferenze condivise» dalle famiglie israeliane, citando – in un tono ritenuto da molti inappropriato – il rinvio del matrimonio del figlio Avner a causa del conflitto. Intanto, il ministro della Difesa Israel Katz ha ribadito che «un dittatore come Khamenei non può continuare a minacciare la regione», mentre le forze di Tel Aviv replicano con raid su obiettivi iraniani.
Sul piano internazionale, l’attenzione è rivolta a Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, il quale – dopo aver lasciato intendere un possibile intervento militare – mantiene una posizione ambigua, alimentando speculazioni sulla reazione di Washington. Nel frattempo, a Teheran, le divisioni interne tra le élite emergono con sempre maggiore evidenza, mentre la propaganda iraniana insiste nel descrivere gli attacchi come una «risposta inevitabile» alle azioni israeliane.




