Attentato a Ranucci, Lavitola ammette il ruolo e apre il dubbio sulla conoscenza del piano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’attentato a Ranucci torna al centro dell’inchiesta dopo le dichiarazioni rese da Valter Lavitola durante l’interrogatorio di garanzia svolto nel carcere romano di Rebibbia. Il suo avvocato Sergio Cola ha riferito che il cliente ha escluso di aver raccontato direttamente al giornalista il proprio piano, ma non ha escluso che Sigfrido Ranucci potesse aver intuito o sospettato qualcosa. Il passaggio è emerso dopo cinque ore di interrogatorio e riguarda uno degli aspetti più delicati della vicenda: il possibile livello di conoscenza del conduttore di Report rispetto al progetto che, secondo quanto ammesso da Lavitola, avrebbe avuto come obiettivo l’attentato nei suoi confronti.

Le dichiarazioni di Lavitola durante l’interrogatorio a Rebibbia

Valter Lavitola, assistito dallo storico difensore Sergio Cola, ha ammesso durante l’interrogatorio di garanzia di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Le dichiarazioni rese davanti ai magistrati sono state al centro del confronto avvenuto mercoledì scorso all’interno del carcere romano di Rebibbia, dove l’interrogatorio è durato cinque ore. Secondo quanto riferito dalla difesa, Lavitola ha negato di aver informato direttamente Ranucci del piano, ma ha lasciato aperta la possibilità che il giornalista potesse aver percepito alcuni elementi o aver maturato dei sospetti.

Il tema della conoscenza del piano da parte di Ranucci rappresenta uno dei punti emersi dalle parole dell’avvocato Cola, che ha ricostruito il contenuto dell’interrogatorio del suo assistito. Lavitola, infatti, avrebbe escluso di aver comunicato al giornalista le proprie intenzioni, mentre non avrebbe escluso che il conduttore potesse avere compreso qualcosa della situazione. Le dichiarazioni si inseriscono in un procedimento nel quale restano da chiarire le ragioni dell’attentato e le modalità con cui sarebbe stato organizzato.

La posizione della difesa e le richieste dopo l’interrogatorio

Dopo l’interrogatorio di garanzia, Lavitola potrebbe chiedere di essere nuovamente sentito dai magistrati. Intanto il ristoratore resta in carcere e le sue dichiarazioni sulle ragioni dell’attentato e sulle modalità indicate durante il confronto sono state considerate dal Gip fumose e prive di riscontri. I suoi difensori hanno annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere gli arresti domiciliari e la caduta dell’aggravante mafiosa contenuta nell’ordinanza di arresto.

Le dichiarazioni emerse dall’interrogatorio hanno avuto conseguenze anche per la posizione degli altri indagati. Gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori dei quattro soggetti ritenuti dalla Dda di Roma gli esecutori materiali dell’attentato contro Ranucci, hanno annunciato la richiesta di interrogatorio per i loro assistiti. Secondo la difesa, la richiesta arriva alla luce di quanto emerso dalle dichiarazioni rese da Lavitola, nell’ambito degli accertamenti sull’attentato avvenuto il 16 ottobre 2025 e contestato ai quattro indagati arrestati con l’accusa di essere gli esecutori materiali.

Il nodo dell’attentato a Ranucci e le nuove dichiarazioni

La vicenda che coinvolge Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci continua a concentrarsi sui contenuti degli interrogatori e sulle ricostruzioni fornite dalle parti coinvolte. Dagli elementi filtrati dopo il confronto con i magistrati sono emerse conferme, smentite e nuovi interrogativi sul presunto attentato orchestrato per fare aumentare la scorta al conduttore di Report. Lavitola avrebbe negato che Ranucci fosse a conoscenza del piano, pur ammettendo la possibilità che il giornalista potesse aver sospettato qualcosa.

Il quadro dell’inchiesta resta legato alle versioni fornite dagli indagati e alle valutazioni della magistratura sulle dichiarazioni raccolte. Da una parte ci sono le ammissioni di Lavitola sul suo presunto ruolo di mandante dell’attentato, dall’altra le contestazioni relative agli altri soggetti indicati come esecutori materiali e le richieste delle rispettive difese. Gli interrogatori e le iniziative legali annunciate rappresentano i prossimi passaggi della vicenda giudiziaria.

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